Niente tasse nel tempo di chiusura

La Prealpina - 22/04/2020

«Abolizione della tassazione comunale a tutte le imprese
per l’intero periodo di chiusura delle
attività». Lo chiede Aime Varese,
che ha scritto a tutti i sindaci del Varesotto. Secondo i responsabili dell’Associazione imprenditori europei, il rinvio dei pagamenti non è
sufficiente, ma serve una vera e propria cancellazione delle imposte. È
chiaro che, su questa partita, una
volta superata l’emergenza sanitaria,
si giocherà molto il futuro dell’e c onomia. Perché bisogna chiaramente
cercare di garantire la sopravvivenza
delle imprese e dei posti di lavoro,
senza far saltare per aria gli enti pubblici. Possibile? Chissà.
Ad ogni modo, Aime in questi mesi
sta raccogliendo i problemi dei suoi
associati, rilanciandolo alle istituzioni: «Diventa necessario», spiega
Gianni Lucchina, segretario di Aime, «progettare delle forme di protezione e rinascita dell’economia e
del lavoro e in tal senso, oltre agli
auspicati interventi normativi e finanziari dello Stato, sarà necessario
che anche i territori producano il
massimo sforzo». In particolare Aime si fa portavoce dei titolari di bar,
pasticcerie, ristoranti, palestre, strutture ricettive, chiuse ormai da diverse settimane e preoccupate del reale
rischio di non riuscire più a riaprire
la propria attività.
«Il Governo – aggiungono dall’a ssociazione – ha messo in campo sicuramente importanti risorse, ma ancora insufficienti. Certamente anche
le imprese devono fare la propria
parte, ma riteniamo indispensabile
che anche la Regione Lombardia e i
Comuni, debbano fare di tutto per
sostenere il sistema imprenditoriale,
prevedendo particolari misure, coordinate con l’Anci».
Come, appunto, l’abolizione delle
tasse locali per il periodo di chiusura. Un esempio: «Se l’o c c u p a z i one del suolo pubblico – conclude
Lucchina – sarebbe costato 1.000 euro per dodici mesi, ma l’esercizio rimarrà chiuso per sessanta giorni, l’azienda anziché 1.000 euro verserà i
dieci dodicesimi di questo valore».