Niente sfratto La Quiete è salva Si va verso la nuova asta

La Provincia Varese - 15/03/2017

Il giudice non scioglie la
riserva: ancora niente sfratto
per la clinica La Quiete.
«Adesso è ufficiale – commentano
i lavoratori – è certo
che riusciremo ad arrivare all’asta
fallimentare. Oggi possiamo
dire di avere vinto una
battaglia. Adesso fondamentale
sarà vincere la guerra il
29 marzo». Perché la clinica
sia appetibile per eventuali
acquirenti era fondamentale
restasse aperta, evitando lo
sfratto, sino al 29. «Se la clinica
chiudesse Ats sospenderebbe,
come da normativa, le
licenze che consentono alla
struttura di operare in ambito
sanitario. All’asta ci andrebbe
una scatola vuota
senza mercato: per la clinica
sarebbe la morte». I lavoratori,
che dallo scorso 8 gennaio
sono costituiti in assemblea
permanente e hanno continuato
a lavorare con ottimi
riscontri da parte dei varesini
che hanno dimostrato di fiDipendenti
in assemblea a La Quiete Archivio
darsi e di apprezzare gli standard
qualitativi della struttura
(letti di degenza pieni e
esami di diagnostica sempre
traboccanti di prenotazioni)
adesso sono certi di riuscire a
raggiungere il primo traguardo.
Data in cui la clinica tornerà
all’asta: «Quello sarà il
momento della verità: noi
facciamo appello a tutti gli
imprenditori d’Italia. Perché
serve un’offerta per salvare
sia i nostri posti di lavoro che
una clinica fondamentale
per la sanità varesina. Se il 29
marzo l’asta andasse deserta
ancora una volta sarebbe
davvero la fine. Sarebbe difficilissimo
riuscire, a quel punto,
rinviare lo sfratto». Quella
del 29 marzo è una tappa fondamentale
per il futuro della
clinica. I lavoratori hanno
fatto tutto il possibile. La politica
stessa, a partire da Regione
Lombardia, ha fatto
tutto quanto possibile. Tra
due settimane si capirà se c’è
la volontà di investire su
un’eccellenza che lo merita. I
dipendenti della clinica hanno
tra l’altro messo in atto
una forma di “lotta” civile e
intelligente che ha mostrato
quanto la struttura sia fondamentale
sotto il profilo sanitario
per Varese. Nel tempo libero
dal lavoro i dipendenti
hanno offerto alla cittadinanza
prestazioni gratuite
(per la prima settimana) e a
prezzi concorrenziali successivamente
con boom di
prenotazioni. «Noi sappiamo
che la decisione del giudice di
rendere esecutivo lo sfratto è
pienamente legittima – dicono
i lavoratori – crediamo di
esserci tuttavia meritati l’opportunità
di arrivare all’asta
del 29 marzo. La città ci sta
sostenendo e ai varesini diciamo
grazie di cuore. Hanno
capito la nostra scelta. Abbiamo
scelto di resistere attraverso
la via dell’apertura
alla città. L’assemblea non si
muove da qui e andremo
avanti con l’occupazione. In
attesa dell’asta. Ancora una
volta rinnoviamo l’appello a
tutta l’imprenditoria italiana
a puntare su di noi. Su questa
struttura che è parte della
storia di Varese».