«Niente più fiere, siamo a zero» Settore allestimenti in ginocchio

La Prealpina - 10/06/2020
  • «Quando arrivano i visitatori nelle fiere internazionali
    di settore e gli espositori mettono in mostra i loro prodotti, noi andiamo via. Siamo i lavoratori invisibili. Forse è per questo che anche per il governo siamo imprenditori e lavoratori invisibili».
  • A parlare è Fabio Gobbo, che, con il fratello Roberto (nella foto), gestisce a Legnano l’azienda di famiglia (fondata dal padre nel
    1956) che si occupa di allestimenti fieristici. «All’origine eravamo
    una falegnameria – racconta – poi
    dagli anni Novanta ci siamo specializzati nell’allestimento degli
    stand per le fiere. Ed è andata bene. Ora, con il Covid, in ventiquattrore il nostro lavoro è andato a zero e non sappiamo quando effettivamente potremo riprendere». Per Gobbo e i suoi diciotto dipendenti, tutti in cassa integrazione a zero ore dallo scorso nove marzo, la vita ha iniziato a cambiare dal 21 febbraio scorso,
    quando è stata annullata l’e d i z i one di Mido, la fiera internazionale
    dell’occhialeria. Poi, uno dietro l’altro, sono arrivati tutti gli altri
    forfait, sia in Italia che all’estero.
    «In un attimo il nostro settore è stato azzerato », sottolinea Gobbo
    «e davanti a noi abbiamo ancora mesi di incertezza totale».
    L’imprenditore legnanese spiega come, sulla carta, il calendario
    d’autunno appare ricco di appuntamenti rinviati dalla scorsa primavera. Ma l’elenco si sfoltisce di giorno in giorno. «Noi lavoriamo molto anche all’estero, dal momento che i nostri clienti partecipano agli appuntamenti di settore in tutto il mondo – continua
    Gobbo – Ma in questi giorni stiamo vedendo che anche sull’a utunno iniziano ad annullare qualche appuntamento importante».
    La ragione è semplice e drammatica al tempo stesso: troppa incertezza. «Purtroppo anche gli espositori nostri clienti – continua
    Gobbo – riflettono bene prima di decidere di partecipare a un evento. Come sarà organizzato? E, soprattutto, gli addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo potranno davvero partecipare ed essere
    presenti? Insomma, valutano se il gioco vale la candela». E ad andarci di mezzo sono le persone che lavorano “dietro le quinte”.
    «Noi rischiamo di dover riprendere nel 20121 – dice ancora Gobbo – ma come fa un’azienda a stare in piedi con dieci mesi di fatturato a zero? È chiaro che deve essere sostenuta in modo adeguato dal governo. Noi invece non sappiamo neppure se possiamo,
    nel caso, avere gli ammortizzatori sociali fine a fine anno. È chiaro
    che nessuno ha responsabilità sulle cause di quanto accaduto, ma è
    altrettanto vero che bisogna affrontare anche l’emergenza economica in modo adeguato».
    Ecco perchè circa 300 imprenditori del settore di tutta Italia si sono aggregati spontaneamente e hanno creato un gruppo social
    “Allestitori si nasce” per cercare di dare voce al loro disagio e provare a sensibilizzare i governanti anche per questo settore, che lungo lo Stivale conta circa 450 aziende. La battaglia, però, è lunga e complessa