«Niente intesa con la Triennale»Sul piatto 100mila euro in meno

Il sogno – del sindaco – di dare il Maga in gestione alla Triennale di Milano è sfumato. Questione di soldi. Pochi quelli messi sul piatto dal Comune: 200mila euro. Non i necessari 300mila che avrebbero consentito di siglare la convenzione. A confermare il fallimento della lunga trattativa è lo stesso Andrea Cassani. Il quale deve di conseguenza mettere una pietra sopra alla possibilità altrettanto caldeggia di vedere Silvana Annicchiarico alla presidenza della Fondazione Silvio Zanella, avrebbe già individuato un’alternativa di lusso nell’altisonante nome di Luca Missoni (ma ancora non c’è stata proposta) e replica in modo piccato al dimissionario Giacomo Buonanno che stanco di attendere dallo scorso giugno di andarsene ha scritto al prefetto.

Insomma, quanto preannunciato ieri su queste colonne dal nostroSilvestro Pascarella, assume i contorni dell’ufficialità. Il futuro del museo di via De Magri, nonostante i circa 600mila euro di contributo nel bilancio previsionale 2017, rimane incerto.

«Sì, l’ipotesi è tramontata», ammette il sindaco Cassani con in mano la risposta della Triennale alla convenzione prospettata da Palazzo Borghi. «Hanno riconosciuto l’impegno e la qualità della proposta, tuttavia ritengono troppo delicata e rischiosa la situazione del Maga. Servirebbero più risorse per il suo rinnovamento radicale». E 300mila euro, come si diceva, non bastano? «Possono bastare», risponde. «Però io ne ho offerti 200mila per un anno, più la disponibilità del personale a seguire le direttive e un terzo dei proventi degli sponsor che avremmo trovato».

La precisazione finalmente chiarisce come potevano tornare i conti. Con una cifra sì importante, in aggiunta alle spese fisse, ma ridotta rispetto alle pretese. «Il mio obiettivo è restare sotto i costi storici», ribadisce il concetto Cassani. «Dunque, la convenzione sarebbe dovuta rientrare nel finanziamento annuale». Difficile al limite dell’impossibile. Infatti, l’intesa non c’è stata. E c’è un po’ di velenoso rammarico: «Dato che il presidente dimissionario e il direttore artistico non sono riusciti a tagliare più di tanto e produrre un bilancio comprensivo dell’opzione senza sforare i contributi già elevati, a malincuore e con senso di responsabilità ho deciso di rinunciare all’accordo con la Triennale».

Salta pure Annicchiarico alla presidenza. Anche perché in tale situazione avrebbe avuto soltanto un ruolo di rappresentanza. E Buonanno che scrive al prefetto? «Vedendo i risultati del 2016 – il Comune ha erogato 800mila euro in tutto per evitare alla fondazione di fallire – siamo d’accordo con lui che debba essere sostituito», va di stiletto il sindaco. «Perciò stiamo cercando qualcosa di ottimo». Come può esserlo chi è considerato l’artista della famiglia Missoni.