«Nessuna irregolarità» Prosciolta Della Chiesa

Le ultime parole sulla vicenda dei presunti rimborsi illeciti a Paola Della Chiesa, ex direttore dell’Agenzia del turismo della provincia di Varese, le ha messe ieri il giudice delle udienze preliminari Stefano Colombo: «Non luogo a procedere». Si è chiusa così una vicenda iniziata quasi due anni fa, quando la manager fu iscritta nel registro degli indagati dal pm Massimo Politi con l’accusa di peculato: al centro della vicenda giudiziaria, rimborsi erogati dall’ente che faceva capo a Provincia e Camera di Commercio per circa 33mila euro distribuiti nei cinque anni tra il 2010 e il 2014. Nel mirino dell’indagine condotta dalla Digos finirono ad esempio pranzi di lavoro, carburante e spese per spostamenti, di cui secondo la Procura non c’era alcuna pezza giustificativa che potesse spiegare l’effettivo esborso di quattrini. Ma era stata la stessa Della Chiesa a spiegare, fin da subito, che ciascun rimborso era legato a spese di rappresentanza e poteva essere adeguatamente documentato con scontrini.

Un passaggio, quest’ultimo, ribadito anche ieri mattina nell’aula al primo piano del Tribunale dall’avvocato Pier Paolo Caso, difensore della 43enne, che ha rimarcato come ogni singolo rimborso fosse stato prima firmato dal presidente dell’ente di riferimento – Provincia e Camera di Commercio -, poi vagliato dal commercialista e infine “vistato” dal revisore dei conti, a riprova della trasparenza del procedimento. La notizia dell’indagine da parte della Procura, emersa alla fine di maggio del 2016, era arrivata in un periodo di duri scontri tra la nuova gestione di Villa Recalcati – passata nel frattempo a guida centrosinistra – e Paola Della Chiesa, che invece fu “arruolata” durante il mandato di centrodestra. E proprio l’attuale esecutivo della Provincia ieri mattina aveva chiesto, tramite il proprio legale, di costituirsi parte civile nell’eventuale processo che però, con la sentenza di proscioglimento, non ci sarà.

Presente ieri in Tribunale, l’ex direttore dell’Agenzia del turismo ha rimandato analisi e dichiarazioni a una conferenza stampa indetta per questa mattina nello studio del suo avvocato. Nel frattempo però sul suo profilo Facebook si è lasciata andare a un commento liberatorio: «Esco ora dal Tribunale di Varese con una sentenza chiara: non luogo a procedere. È finita. Grazie a chi ha sempre creduto in me, a cominciare da mia mamma e dal mio papà. Per tutti gli altri “un bel tacer non fu mai scritto”».