Nessuna criticità Il sistema Varese vuole reagire

La Prealpina - 25/02/2020

Fino a qualche giorno fa i timori delle imprese varesine erano concentrati su un possibile calo dell’export verso la Cina ( che nel primo semestre 2019 era cresciuto del 5%). Da venerdì, invece, i timori sono dentro le mura di casa. Ma «ci sentiamo di richiamare tutti alla calma, alla prudenza e alla razionalità», sottolinea il presidente dell’Unione Industriali, Roberto Grassi. «Stiamo costantemente monitorando la situazione – aggiunge – e per il momento non registriamo casi di particolare criticità nel sistema produttivo locale. È attivo il nostro servizio di consulenza soprattutto per una corretta messa in pratica delle disposizioni delle autorità per limitare il contagio». Consulenza attivata anche da parte di Confartigianato imprese Varese. «La contrazione degli spostamenti – sottolinea il presidente del sodalizio, Davide Galli – il congelamento del mercato interno e processi di esportazioni più difficili sono effetti inevitabili della diffusione dei contagi, ma la volontà delle nostre imprese è quella di continuare ad essere un pilastro del nostro tessuto economico, prendendo tutti i provvedimenti necessari a tutela della salute pubblica». Fronte comune, insomma, suggellato anche dal sostegno della camera di Commercio di Varese, che che assicura i propri servizi a pubblico nelle sedi di Varese e Busto, mentre sono chiusi gli uffici di Saronno e Luino. «Mettiamo come sempre i nostri servizi a disposizione delle imprese – spiega il presidente Fabio Lunghi – Le ripercussioni di questa situazione non devono aggravare un contesto economico già difficile. Il sistema Varese, ne siamo convinti, saprà reagire quanto prima».

Smart working impossibile

Lavoro da remoto, telelavoro, smart working. Non si parla d’altro in questi giorni di emergenza Coronavirus. La possibilità di svolgere le proprie mansioni tramite un computer dal tavolo della cucina di casa è la prima soluzione che la tecnologia offre per poter arginare il contagio. Ottima per chi ogni giorno siede dietro una scrivania. Ma non applicabile a tutti. E la provincia di varese produttiva lo sa molto bene. Sì perchè da Busto Arsizio a Luino il territorio è costellato di aziende medio-piccole che producono, “fanno pezzi” per dirla nel gergo di chi fa funzionare le macchine. E così, nel clou dell’emergenza appare chiaro che nel Varesotto lo smart working non è poi così applicabile. E ieri lo si è visto in modo chiaro. Niente assenze nelle aziende, nemmeno in quelle di grandi dimensioni, come Leonardo e Whirlpool, tanto per citarne due di respiro mondiale ma con il cuore che pulsa in brughiera. Proprio la multinazionale degli elettrodomestici diventa simbolo dell’anomalia varesina. Nella giornata di ieri, infatti, i vertici di Whirlpool hanno deciso di chiudere la sede operativa di Pero: tutti i dipendenti in questi giorni lavoreranno da casa, incrementando il monte ore di smart working già previsto in azienda. E a Cassinetta? Niente di tutto ciò. I lavoratori, circa 1400 in tutto, ieri erano regolarmente al lavoro. Esattamente come gli oltre duemila dipendenti d Leonardo a Cascina Costa. «È chiaro che il telelavoro è applicabile soltanto ad alcune figure professionali – sottolinea Paolo Carini, segretari provinciale della Fim Cisl – Le linee di produzione non si fermano e non si fermeranno a meno che non intervenga un decreto del governo. La nostra è una provincia che si poggia sul manifatturiero ed inevitabilmente il telelavoro può essere soltanto marginale. È chiaro che qualche preoccupazione tra i dipendenti c’è. Pensiamo ad esempio alle mense aziendali, dove il radunarsi di un notevole numero di persone è inevitabile . Da questo punto di vista, per ora, non ci sono indicazioni precise né procedure particolari da mettere in atto». Nel frattempo, naturalmente, nessuno è rimasto a casa. Una situazione che si è registrata anche in aziende di dimensioni inferiori, sia industriali che artigiane: ognuno al suo posto. Gli unici ad aver modificato i propri programmi sono stati i lavoratori che avevano in programma qualche trasferta o qualche riunione fuori sede. Gli appuntamenti sono stati rinviati a data da destinarsi.