Neos decolla e vola da sola

Alitalia è ancora una volta in crisi nera, Blue Panorama è di nuovo alla ricerca di un acquirente, Meridiana attende la sua rinascita con i soldi del Qatar e Livingston è soltanto un vago ricordo del passato. Nel martoriato mondo dell’aviazione commerciale italiana, la mosca bianca è rappresentata da Neos, la compagnia charter del Gruppo Alpitour che dal suo quartier generale di Somma Lombardo continua a investire. Il mercato la premia e i numeri del bilancio consuntivo 2016 sono lì a dimostrarlo: 1.178.547 passeggeri trasportati e un fatturato che ha sfiorato i 274 milioni di euro, garantendo un utile con segno positivo.

L’azienda, da 606 dipendenti complessivi tra personale navigante e dipendenti di terra, considera soddisfacenti anche i primi dati ufficiali che provengono dal Piano Cina, annunciato lo scorso maggio (a margine della sfilata di moda tra i banchi dei check-in del Terminal 1 di Malpensa per presentare le nuove divise degli assistenti di volo) e diventato operativo due mesi dopo con il primo volo che ha unito senza scali intermedi Roma con l’aeroporto di Tientsin-Binhai. Seguirono poco dopo i collegamenti verso lo scalo Taoxian di Shenyang (5,3 milioni di abitanti) e il Xinzheng di Zhengzhou (2,5 milioni di abitanti). Si tratta naturalmente di un piano incoming, ovvero di una strategia tesa a portare sempre più turisti cinesi a visitare l’Italia attraverso accordi commerciali con i tour operator stranieri. E’ esattamente la stessa politica adottata con Israele mediante l’ormai storico collegamento su Tel Aviv. Nel periodo compreso tra luglio e ottobre Neos ha trasportato circa 10 mila persone sull’asse Cina-Italia con un load factor (l’indice di riempimento medio dei voli) pari al 97 per cento. Questi numeri hanno convinto il vettore sommese a riproporre l’avventura cinese anche quest’anno, confermando l’operatività durante la stagione Summer.

«La previsione già per il 2016 è di avere il 20 per cento di passeggeri a bordo dei nostri aerei di nazionalità non italiana», annunciò proprio otto mesi al T1 l’amministratore delegato del vettore, Carlo Stradiotti, snocciolando i numeri del Piano Cina, basato su 33 voli complessivi (undici per ogni scalo), con rotazioni che permettono un soggiorno medio di 10-11 giorni. In futuro non è escluso che i voli verso l’oriente possano coinvolgere anche Malpensa, aeroporto in cui Neos nacque nel 2002 con il decollo del primo Boeing 737 e dove oggi rappresenta il quinto vettore per volumi di traffico. Dal suo esordio a oggi ha trasportato da Malpensa quasi sei milioni di passeggeri con un tasso medio di crescita del 9 per cento in 15 anni. Al momento vale per lo scalo varesino oltre mezzo milione di passeggeri annui.