“Nelle Rsa del Varesotto più di 100 morti per covid dall’inizio dell’infezione“

Varesenews - 21/04/2020

Dei 9.601 ospiti (il 91,06 % dei posti disponibili) nelle Rsa, le case di riposo del Varesotto, 516 (il 5,37 %) sono accertati COVID con tampone positivo, 546 (il 5,69 %) con sintomi sospetti per COVID.

È l’istantanea fatta ad oggi, 20 aprile da Ats Insubria che fa il punto della situazione sull’argomento che in questo momento crea apprensione per le famiglie dei degenti e per l’intera comunità dal momento che questi istituti rappresentano in alcuni casi veri e propri focolai d’infezione sul territorio.
Nel dettaglio, sono 86 gli ospiti ricoverati in ospedale per sospetto COVID (0,9 %). Si registrano 105 (1,09 %) ospiti deceduti per COVID accertato in struttura o in ospedale dal 20 febbraio, 322 (3,35 %) quelli deceduti per sospetto COVID e 677 ospiti deceduti per patologie non correlate a COVID (pari 7,05 %).

Per quanto riguarda gli operatori delle RSA presenti sul territorio, la situazione è la seguente: sono 6.347 gli operatori in servizio che svolgono attività per gli ospiti.

Risultano in isolamento al domicilio, essendo risultati positivi al tampone, 263 operatori (4,14 %) e 672 operatori (10,59 %) per sospetta sintomatologia COVID.

«Con le strutture sociosanitarie si è tenuta una comunicazione regolare e costante», dicono da Ats «per rilevarne le criticità e fornire supporto in tutte le modalità in cui è stato possibile. Sono stati inviati protocolli operativi di biosicurezza per il contenimento della diffusione del contagio, secondo le indicazioni regionali, e procedure per l’esecuzione dei tamponi agli operatori e agli ospiti».

Sempre l’Agenzia territoriale di tutela della salute fanno sapere che «sono in corso sopralluoghi nelle strutture sociosanitarie, a partire da quelle che hanno evidenziato maggiori criticità per valutare il rispetto delle procedure di contenimento del contagio, attraverso l’uso corretto di dispositivi di sicurezza, i protocolli per la gestione dell’emergenza, l’isolamento dei casi sospetti o positivi e un adeguato accudimento degli ospiti secondo gli standard previsti. Per il rientro in servizio degli operatori sanitari e sociosanitari essenziali, si è provveduto al potenziamento dell’attività di tamponatura, al fine di consentire l’implementazione del personale attivo, in sicurezza per gli operatori e per i cittadini».

Altro argomento su cui da settimane si sono accesi i riflettori riguarda i tamponi. «Sono stati eseguiti 2.412 tamponi, di cui 341 effettuati direttamente da ATS e la restante parte eseguiti autonomamente dalle strutture con i kit diagnostici forniti da ATS. Da oggi viene ulteriormente potenziata l’attività di esecuzione dei tamponi, grazie ad una cospicua fornitura di kit e all’autorizzazione, da parte di Regione Lombardia, di nuovi laboratori per le analisi. A regime, nell’arco di pochi giorni, ATS Insubria sarà in grado di processare 5.000 tamponi a settimana anche per rispondere alla rapida crescita della domanda sul territorio. L’attività sarà rivolta prioritariamente al personale sanitario – compresi i MMG – e sociosanitario e alle forze dell’ordine, così da favorire il rientro in servizio di figure chiave per la gestione dell’emergenza in corso».

A partire da questa settimana, sempre grazie alla collaborazione con CRI e al prezioso sostegno della Camera di Commercio di Varese, del Comune di Busto Arsizio, dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri provinciale, sarà operativa presso Malpensa Fiera una terza postazione per l’esecuzione dei tamponi con modalità “drive in”, che andrà ad affiancare quella di Varese in via O. Rossi e quella di Como in via Castelnuovo.

Infine, è in fase di realizzazione un progetto di radiodiagnostica al letto del paziente per la diagnosi precoce nelle RSA, in collaborazione con l’ASST Settelaghi. E’ inoltre attivo un poliambulatorio privato in grado di svolgere tale servizio su tutto l’ambito territoriale di competenza di ATS Insubria.

«Con la collaborazione delle ASST del territorio (gli ospedali ndr) si sono attivate modalità di telemedicina per consulenze specialistiche a distanza (infettivologo, pneumologo, medici di pronto soccorso) per supportare tutte le RSA del territorio nella gestione dei pazienti, anche per l’eventuale richiesta di accesso in ospedale. Agli operatori delle strutture sociosanitarie viene da tempo offerto servizio di supporto psicologico con esperti in psicologia dell’emergenza, attraverso colloqui individuali o momenti formativi a distanza», conclude la nota di Ats.