Nelle Cdc accorpamenti entro fine novembre

Con l’articolo 61 del decreto legge Agosto (il D1104/2020), si introducono alcune innovazioni che coinvolgono le Camere di commercio, nella loro autonomia decisionale e nel loro processo di accorpamento. Ulteriore tappa di un percorso che le aveva già viste oggetto di ben due interventi legislativi a distanza di pochi anni l’uno dall’altro, quando peraltro non era trascorso neanche troppo tempo da una riforma del settore. Infatti, dopo la legge di riforma del 1993 (legge 58o), nel 2010 le Camere sono state toccate dal Digs 23/2010,a cui ha fatto seguito l’ulteriore riforma del 2016 ad opera del governo Renzi (Digs 219/2016). Quest’ultima ha previsto un’ulteriore revisione delle funzioni – con focus su alcuni temi di primaria importanza come l’assistenza nella crescita “digitale” delle imprese e assistenza alle startup – a cui ha fatto da contraltare una forte riduzione degli interventi di natura promozionale (a seguito della riduzione del 50% degli introiti a seguito della riduzione della “tassa annuale” a carico delle imprese). La riforma Renzi-Madia ha inoltre previsto una riduzione del numero delle Camere di commercio al numero”fisso” di 6o (con previsione di accorpamenti tra gli enti con un numero di imprese iscritte inferiore a 75.00o) senza la definizione di un disegno organico per una equilibrata rimodulazione del numero degli altri enti pubblici con competenza sul territorio provinciale (Province, Prefetture eccetera).

FUNZIONI E TERRITORI Il Dl Agosto prevede ora unasemplificazione e valorizzazione dell’autonomia decisionale delle singole Camere di commercio perla partecipazione in aziende speciali, società, consorzi e organismi associativi, eliminando le rigidità della preventiva autorizzazione ministeriale (introdotta con la riforma Renzi-Madia), ora sostituita con una mera comunicazione al ministero dello Sviluppo economico. Si prevede inoltre (comma 6) una modifica alle competenze istituzionali delle giunte delle Camere oggetto di accorpamento, che dovranno assicurare sul territorio il mantenimento e lo sviluppo dei servizi, con la definizione di criteri generali per l’organizzazione delle attività e dei servizi. In particolare quelli promozionali, in tutte le sedi della Camera di commercio (principali o secondarie), la cui presenza, sui singoli territori provinciali viene così ulteriormente salvaguardata.

ACCORPAMENTI Si prevede un forcing (commi i e 2) sugli accorpamenti attualmente in corso per portare a termine la riforma Renzi-Madia. Sono coinvolte le Camere di commercio di Agrigento, Caltanissetta e Trapani, Avellino e Benevento, L’Aquila e Teramo, Cagliari e Oristano, Cremona, Mantova e Pavia, Perugia e Terni, Lucca, Massa Carrara e Pisa, Brindisi e Taranto, Parma, Piacenza e Reggio Emilia, Ferrara e Ravenna, Rieti e Viterbo, Biella e Vercelli, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. La norme prevede che tali accorpamenti debbano concludersi entro il 3o novembre con eventuale successiva nomina di un commissario ad acta con conseguente decadenza di tutti gli organi camerali (Consiglio, Giunta e Presidente), fatto salvo solo quello di controllo (Collegio dei revisori), che resta in carica. Per garantire una equilibrata rappresentanza delle circoscrizioni territoriali coinvolte nei processi di accorpamento si prevede, infine, la nomina di uno o più vice presidenti all’interno della Giunta. Potranno fungere da referenti su tematiche di specifico interesse dei singoli territori.