Nell’area di Expo nascerà il nuovo Parco della Scienza Centri di ricerca e Università

Lunedì a Bruxelles si assegna la nuova sede di Ema, l’Agenzia europea del farmaco in uscita da Londra per la Brexit. Milano è in corsa per ospitare il prestigioso ente, con più di un motivo per vincere la gara a cui partecipano numerose città di diversi Paesi. Secondo le indiscrezioni diffuse, tra gli altri, dall’autorevole Financial Times, le possibilità di successo si sono ristrette a una manciata di località. Tra queste c’è il capoluogo lombardo. Che offre una serie di peculiarità favorevoli ad Ema, dalle opportunità infrastrutturali al contesto sociale e scientifico. A cominciare dal futuro Parco della Scienza e della Ricerca, previsto nel sito di Expo 2015. Si tratta di un progetto ambizioso, affidato da Arexpo, società guidata dal varesino Giuseppe Bonomi, che si occupa dello sviluppo dell’area, all’australiana Landlease. Del milione e 200 mila metri quadrati che furono occupati dall’Esposizione universale di due anni fa, 480 mila saranno “urbanizzati” da Landlease che li trasformerà in una città nella città. Il masterplan, presentato nei giorni scorsi al governatore della Regione, Roberto Maroni, sarà reso pubblico alla fine del mese o, al massimo, agli inizi del prossimo. Ma la mappa del post Expo è in parte già nota, quanto meno nelle linee di massima. Palazzo Italia, il cuore della grande manifestazione mondiale del 2015, diventerà la sede di Human Technopole, centro di ricerca sul genoma, per il quale sono stati ipotizzati dal precedente Governo (presidente Matteo Renzi) stanziamenti per un miliardo e mezzo di euro. Accanto a Human Technopole sorgerà il campus dell’Università Statale, che lì trasferirà le facoltà scientifiche. Operazione che richiede un impegno economico superiore a 350 milioni di euro. E non è finita, in quanto 50 mila metri quadrati sono già stati opzionati dall’ospedale ortopedico Galeazzi, che vi realizzerà la sua nuova sede. Tutto ciò si sommerà ad altri centri di ricerca, ad aziende farmaceutiche e a insediamenti privati, formando un luogo all’avanguardia di livello internazionale. Costruzioni private, probabilmente anche grattacieli, che costituiranno il vero business per la società australiana, che verserà ad Arexopo 671 milioni di euro a valori attuali. Dopo i primi 10 anni e per tutto il periodo successivo della concessione, definita in 99 anni, il versamento sarà di 7 milioni e 200 mila. Complessivamente, Arexpo incasserà circa due miliardi di euro.

Assieme alle nuove costruzioni, destinate anche alla residenza e al cosiddetto housing sociale, è prevista un’ampia area verde (460 mila metri quadrati), che completerà il grande quartiere hi-tech e dell’innovazione.

Per Giuseppe Bonomi, questo primo, decisivo risultato “è il frutto di un anno di lavoro che ha permesso di selezionare un’offerta di valore tecnico ed economico da parte di una società di primario livello internazionale (Landlease si è occupata del dopo Olimpiadi di Londra, ndr). La proposta di masterplan rappresenta la base per la definizione del progetto finale che sarà discusso insieme a tutti i soggetti coinvolti, comprese le istituzioni”. Un intervento di alto contenuto, destinato a generare effetti positivi sui diversi versanti scientifici, economici, occupazionali, sociali.

Contesto, quello del nascente Parco della Scienza e della Ricerca, che avrà ritorni benefici sull’intero territorio circostante: un recente studio ipotizza 6000 posti di lavoro e un giro d’affari di almeno 7 miliardi. Contesto che troverebbe ulteriori motivi di crescita se, davvero, Milano ottenesse di ospitare Ema. Per saperne di più non resta che incrociare le dita e aspettare l’esito della riunione dell’Ue, in agenda fra tre giorni.