Nel cassetto di Aime la card per le aziende

La Prealpina - 15/09/2017

Terzo compleanno per Aime Varese, l’Associazione imprenditori europei che, mercoledì sera, ha incontrato Prealpina. Armando De Falco e Gianni Lucchina, presidente e direttore della realtà di rappresentanza, hanno illustrato le novità pronte a partire nelle prossime settimane e le linee guida che hanno permesso, in questi anni di vedere crescere Aime in numeri e servizi. A proposito di crescita, dopo le sedi di Varese, Busto Arsizio, Bergamo e Gallarate, «ne nasceranno altre – ha anticipato Lucchina – fra Lombardia e Piemonte. Il continuo avvicinamento di nuovi imprenditori alla nostra realtà ci dà fiducia nel continuare nel solco tracciato, e ci permette di ampliare l’arco di interesse dell’associazione verso gli imprenditori». Altro argomento, altra novità: «Lanceremo a breve – ha aggiunto Lucchina – la Aime card, che non sarà un pezzo di plastica, ma darà vantaggi e opportunità. Infine ci focalizzeremo sullo sviluppo delle imprese innovative e sulla formazione delle aziende sul nuovo regolamento della privacy, che molti stanno sottovalutando, ma che è già legge e partirà a metà maggio 2018». Il presidente De Falco si è invece concentrato sulle linee guida della ripresa dell’attività: «Registriamo – ha affermato il dirigente dell’associazione – una sempre maggiore incisività di Aime sul territorio. Pur non essendo in campagna acquisti stiamo crescendo molto e stiamo diventando un polo attrattore per le imprese di ogni settore. Evidentemente il nostro modello piace: mettiamo l’azienda e i suoi responsabili al centro, attraverso una struttura snella e impegnata nella rappresentanza, come possono notare tutti recandosi nella nostra sede varesina».

Progetti per il futuro? «L’intenzione e la sfida – ha aggiunto De Falco – sono di promuovere le reti fra gli imprenditori e proporre un grande evento sull’innovazione tecnologica varesina. In questo settore abbiamo tante imprese che nemmeno immaginiamo e che necessitano di una vetrina sul territorio e oltre. Inoltre mi sembra doveroso indagare meglio cosa significhi fare industria 4.0, perché ci sono ancora opportunità da cogliere che possono trascinare tutta l’economia».