Negozi in cerca di padrone

La Prealpina - 22/02/2021

– «Nuovi negozi che apriranno in via Morosini? Le trattative, per alcune saracinesche oggi abbassate, in qualche caso sono avanzate ma è presto
per sbilanciarsi a dire di più».

Il fiduciario di Ascom, Marco Parravicini, non si sbilancia, visto
che il momento non è dei migliori tra pandemia e crisi. «Ma questo vale non solo per la nostra zona. Per esempio per il settore della gioielleria in cui è la
mia attività, a Natale un po’ si è lavorato e qualcosina anche a
San Valentino, ma è sempre poca cosa».
Anche chi vorrebbe aprire insomma temporeggia. Ci sono nella via 5 o 6 negozi sfitti, che tali restano, almeno per ora, prima di essere presi in carico da chi voglia lanciarsi in nuove attività. «Anche chi potrebbe farlo non si azzarda a sbilanciarsi, e come dare loro torto – riprende il fiduciario – Questo vale per la nostra ma in definitiva per tutte le zone della città. L’incertezza dovuta ora alla precarietà e al gran numero di varianti del virus che si stanno presentando induce a pensare che non si uscirà a
breve dalla pandemia, a meno che non si acceleri la campagna
delle vaccinazioni».

Chi penserebbe di aprire rimanda anche perché la fluttuazione
tra rosso, arancio e giallo delle zone non permette certo di pensare con tranquillità al futuro: programmare un investimento importante come l’apertura di un nuovo punto commerciale impone di ridurre a minimo i rischi. E allarga il discorso dalla via Morosini, pur appetibile per
la vicinanza con la zona delle stazioni che nel masterplan riceverebbe nuovo impulso, al resto della città.

Ammette di sperare anche nell’istituzione delle zes, le zone economiche speciali (l’Ascom ha dedicato a questo tema vari studi anche approfonditi) che, in virtù delle agevolazioni di cui possono beneficiare gli investitori, potrebbero attrarne di nuovi anche qui.
«Forse in questo modo chi vuole davvero aprire un business commerciale avrebbe un’ulteriore spinta – dice il fiduciario – Per il resto, analizzando le attività chiuse in via Morosini, una lo è da 20 anni, un’altra è una gelateria che ha abbassato le saracinesche per l’inverno dopo l’estate scorsa, poi ce ne è un’ altra il cui titolare sta decidendo che cosa fare per il futuro. E gli altri negozi sono sfitti per svariati motivi».

Quindi in definitiva, sbrigarsi a completare il masterplan e riuscire a ricavare qualcosa per Varese dal Recovery Fund da 250 milioni di euro sarebbero le uniche alternative che fungerebbero da volano.