Negozi chiusi in centro «La città perde quota»

Più segnali che vanno nella stessa direzione: «ll centro di Varese sta morendo». L’allarme è stato lanciato ieri sera dall’Associazione commercianti di Varese (Ascom) in un incontro con gli operatori. A parlarne è stata Antonella Zambelli, fiduciaria varesina della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi). La situazione: diversi i negozi del centro, anche nell’isola pedonale, che sono vuoti, sfitti da settimane, addirittura mesi. Un caso su tutti: l’ex Sisley, tra piazza Monte Grappa e corso Matteotti, che ha le saracinesche abbassate e non si hanno avvisaglie dell’ingresso di una nuova attività. In altri tempi, se un commerciante lasciava, c’era la fila per subentrargli. E questo è appunto un sintomo della perdita di attrattività della Città Giardino. Così la pensa l’associazione commercianti che sottolinea come sia andate in crisi, a Varese, anche le grandi catene che avevano un po’ soppiantato le botteghe, gli operatori locali. Stesso discorso, anzi di più, per le attività in periferia. Marco Parravicini, fiduciario Ascom del centro cittadino, osserva che la progressiva scomparsa di negozi alimenta il degrado. In causa viene chiamata l’amministrazione comunale per l’aumento della Cosap (tassa di occupazione del suolo pubblico) sui tavolini dei bar nell’isola pedonale e per il nuovo piano parcheggi che, sempre in centro, innalza la tariffa. «Scelte penalizzanti». Nel mirino anche il sistema bus e parcheggi d’interscambio in periferia: «Già visto in passato col progetto trambus e l’esito è stato negativo».