«Nature urbane: cast varesino»

La Prealpina - 21/04/2020

Tutti si interrogano sulla
fase 2, pur non sapendo
quando davvero comincerà. E’ anche il caso del
mondo della cultura e dello
spettacolo. E’ accaduto, in
teleconferenza: un confronto organizzato dalla
cabina di regia del Comune
presieduta dal sindaco e assessore Davide Galimberti: un dialogo di un paio di
ore tra una trentina di interlocutori, operatori culturali
e rappresentanti dell’Am –
ministrazione comunale. A
partire dall’interrogativo:
le risorse comunali già previste restano legate alle iniziative culturali progettate
anche se, a causa della pandemia, non si sono concretizzate? O potranno essere
utilizzate per altro?
«Un confronto positivo –
dichiara il regista Andrea
Chiodi, direttore della Stagione di prosa -. I finanziamenti devono restare vivi
nonostante i tagli imposti
dal coronavirus. Parlo di
cultura intesa come impresa, che coinvolge attori,
maestranze, indotto. Si potrebbe ragionare su sinergie con realtà più piccole”.
E’ il caso della rassegna
“Tra Sacro e Sacromonte”:
«Ho in mente di valorizzare artisti del territorio, di lavorare con altre realtà varesine». Certamente vive la
condizione più difficile il
Teatro Apollonio, che propone spettacoli al chiuso,
per i quali saranno ancora
in vigore regole di protezione e distanziamento.
«Se il teatro non riapre senza limitazioni all’inizio del
prossimo anno, noi rischiamo il fallimento», interviene il direttore del teatro, Filippo De Sanctis. «Abbiamo una struttura da mantenere e dipendenti da pagare». Alternative? De Sanctis chiede al
Comune di
farsi garante,
per i prossimi
anni, di uno
sforzo straordinario, investendo molto di più. Nell’immediato, il direttore
del teatro rivolge l’atten –
zione al prossimo festival
Nature urbane e ai 180mila
euro stanziati: «Sarebbe il
caso che le risorse previste
possano essere impiegate
per realizzare il festival
coinvolgendo gli artisti del
territorio, sostenendo la loro partecipazione». Situazione difficile anche per la
Stagione comunale musicale, sul cui
svolgimento,
il prossimo
anno, il maestro Fabio
Sartorelli si
dichiara molto pessimista. Al confronto
ha partecipato anche Serena Nardi, fondatrice e direttrice di Red Carpet Teatro. «Al di là della scelta di
quali iniziative recuperare
per la ripartenza, è molto
più importante che, fin d’ora, si pensi a mettere in
campo, da parte del Comune, una politica culturale
che non c’è mai stata». Non
solo: «E’ il momento che il
Comune faccia anche una
valutazione di merito dei
progetti da sostenere, della
partecipazione di pubblico,
del successo». Nardi ipotizza che il Festival Estense
possa essere portato a settembre, essendo uno spettacolo all’aperto, così come le due opere Tosca e
Madama Butterfly.
«Non c’è dubbio, un’ini –
ziativa positiva, quella di
Galimberti», conclude
Adriano Gallina, direttore
della rassegna teatrale
“Gocce”. «Vista la difficoltà di immaginare quando e come ci sarà la ripartenza, ciò che è stato deliberato deve essere confermato da parte del Comune,
con le iniziative programmate da realizzare entro il
prossimo anno». Contrario, dunque, alla scelta di
“disimpegnare” le risorse
già deliberate, magari quelle legate ad iniziative più limitate. Senza neppure toccare gli investimenti di un
festival come Nature urbane. «Non vorrei – conclude
Gallina – che, come accade
in Europa, la crisi finiscano
per pagarla i più piccoli,
Italia e Grecia, e non i più
forti come la Germania».