Napoli sta con i Comuni di Malpensa

La Prealpina - 17/01/2017

Addizionale comunale diritti di imbarco, anche Napoli pronta alla lotta con Ancai. Niente è stato ancora definito ma gli abboccamenti e i contatti continui nell’ultimo mese tra il presidente dell’associazione nazionale comuni aeroportuali italiani (Ancai) – nonché sindaco di FernoMauro Cerutti – e due autorevoli rappresentanti della giunta di Napoli guidata da Luigi De Magistris – l’assessore al bilancio Salvatore Palmae l’assessore alla cultura e al turismo Gaetano Daniele – sembrano allargare gli orizzonti di battaglia di tutti i comuni aeroportuali. I due autorevoli esponenti della giunta del capoluogo campano hanno telefonato a Cerutti e chiesto informazioni sulla battaglia durissima – con tanto di ricorso in corso da parte di Ancai contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze – che vede compatti gli enti locali aeroportuali. D’altronde allo stato attuale sono ottantuno i comuni aeroportuali italiani ma solo trentanove ne fanno ufficialmente parte – non ancora Napoli – ma la mossa portata avanti dal capoluogo campano potrebbe far presagire un ingresso pesante e politicamente rilevante in questa battaglia. La storia si sa è sempre la stessa ovvero sia la battaglia legale intrapresa da Ancai sotto la presidenza Cerutti per vedere riconosciuta agli ottantuno comuni aventi diritto il riconoscimento totale dell’addizionale sui diritti di imbarco – che è una tassa di competenza comunale nonostante le strane dimenticanze del governo di Roma – e degli arretrati della stessa negli ultimi dieci anni. Che portano al totale di arretrati a ben novanta milioni di euro a livello nazionale da ripartire tra gli ottantuno comuni e che solo per la piccola Ferno sarebbe pari a circa di 5 milioni e 900 mila euro. Oggi le grandi città che sono parte attiva di Ancai sono soprattutto Venezia e Bari, Napoli potrebbe aggiungersi alla luce di questa manifestazione di interesse per una battaglia condivisa, da vivere direttamente e non indirettamente mentre Firenze prima era in Ancai e poi invece è uscita. Polemico il presidente Cerutti: «Quando Matteo Renzi era sindaco di Firenze era all’interno di Ancai ma quando è diventato presidente del consiglio, il suo successore Dario Nardella ha abolito l’adesione ed è il segno che hanno preferito l’interesse del governo a quello dei cittadini». Logicamente prima di parlare di adesione di Napoli la strada da percorrere è ancora lunga. Ma più di qualcosa si muove se si pensa che proprio in questi giorni partirà alla volta della città di Totò, della pizza e di Diego Armando Maradona la lettera che il presidente Cerutti ha scritto a De Magistris con le parole «Caro Collega» come inizio della missiva in cui si ribadisce il piacere e la soddisfazione nel poter lavorare insieme, condividere la lotta oltre a statuto e documenti di Ancai.

Sottolinea il sindaco di Ferno: «Mi attendo che Napoli ci stia e faccia seguire all’interessamento concreto i fatti, ricordo che noi stiamo lottando e tirando il carro non solo per i comuni aderenti all’associazione ma per tutti gli ottantuno enti aventi diritto alla ripartizione equa della tassa d’imbarco e ho invitato personalmente una delegazione di Napoli alla prossima riunione Ancai». Che con tutta probabilità dovrebbe svolgersi tra la fine di gennaio o – forse – agli inizi di febbraio.

«Pugno di mosche»

Ancora una volta, come cattiva abitudine che impedisce ai comuni di poter spendere i suoi soldi, le risorse dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco sono arrivati a fine dicembre. Insomma siamo alle solite ed oltre al danno di una quantificazione delle risorse troppo bassa rispetto alle competenze reali c’è pure la beffa di non poter spendere questi soldi per la collettività.

Il Ministero delle Finanze alla fine dello scorso anno ha erogato complessivamente 5 milioni e 800 mila euro da dividersi tra gli ottantuno comuni aeroportuali quando invece i calcoli promossi dall’associazione nazionale comuni aeroportuali italiani (Ancai) guidata dal primo cittadino Mauro Cerutti(Ferno) dicevano ben altro ovvero che il totale era pari a circa 18 milioni di euro. «Pugno di mosche», «briciole», «vergogna», «presa in giro» sono i termini più gentili con cui il presidente Cerutti e i sindaci aeroportuali hanno definito questa erogazione del governo centrale. Che inevitabilmente si ripercuote anche sui bilanci dei sette comuni del comprensorio di Malpensa che hanno diritto ai fondi dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco con cifre quindi irrisorie.

Ad esempio Ferno lo scorso anno ha incamerato 263mila euro se si pensa che i calcoli più volte sottolineati dal sindaco Cerutti e dall’assessore alla programmazione economica e finanziaria Giorgio Bertoni indicano nel doppio – oltre 500mila euro – la cifra più confacente alla realtà. Mentre le altre municipalità aeroportuali hanno ottenuto 61mila euro (Cardano al Campo), 28mila euro (Casorate Sempione), 140mila euro (Lonate Pozzolo), 26mila euro (Samarate), 156mila euro (Somma Lombardo) e 13mila euro (Vizzola Ticino) per un complessivo di 687mila euro. Questo fa capire che se il contributo del governo a livello nazionale e a livello dei singoli comuni dell’area Malpensa è salito rispetto al 2015 è ancora troppo poco rispetto alle reali esigenze di municipi che erogano numerosi servizi ma che in cambio continuano a ottenere poco, troppo poco.