Napoli, Camera di commercio: progetti falsi, indagati eccellenti

Altra Testata - 03/07/2017

Dieci progetti, soldi pubblici, manifestazioni ritenute inesistenti. Camera di commercio e sospetti, l’inchiesta è chiusa: il pm punta l’indice contro dodici indagati, a partire dai vertici dell’organo cittadino. Non solo la gita alle cascate del Niagara, una sortita costata 2.750, abilmente inserita nell’iniziativa «Esperienza a confronto», che vede coinvolto l’ex presidente della Confcommercio Pietro Russo; ma anche altre attività su cui la Procura di Napoli si appresta a chiedere l’apertura di processo. Meno di due settimane fa, infatti, è stato il pm Valter Brunetti (magistrato in forza al pool guidato dall’aggiunto Alfonso D’Avino) a spedire dodici avvisi di chiusa inchiesta a carico – tra gli altri – di esponenti di vertice dell’organo camerale di piazza della Borsa.

È così che si scopre che, proprio per la storia del progetto «Esperienza a confronto» (che ha beneficiato di un contributo di circa 48 mila euro), sono accusati di turbativa d’asta, oltre all’ex presidente Russo, anche Mario Esti, attuale segretario generale della Camera di commercio, Ilaria Desiderio (dirigente della Camera di Commercio), Maurizio Maddaloni (presidente pro tempore della Camera di Commercio), e Carmine D’Alessandro, associato in Confcommercio. Da cosa devono difendersi? Siamo nel 2013, gli indagati erano tutti interessati all’organizzazione dell’evento Giornata di mobilitazione nazionale sulla legalità, che spinse la Camera di piazza Bovio ad indire una gara per assegnare 20mila euro all’azienda che portasse avanti la kermesse. Una gara oggi ritenuta truccata. Tutti i soggetti indagati ovviamente potranno replicare alle accuse e dimostrare la correttezza della propria condotta. Ma di casi del genere, a leggere le carte ce ne sono diversi. In altri capitoli dell’inchiesta, spunta il nome di Raffaele De Falco, indicato come responsabile pro tempore dell’ufficio promozione della Camera di commercio, vale a dire una sorta di stanza dei bottoni, dove vengono istruite le pratiche relative alle domande di contributo e le conseguenti liquidazioni degli importi dovuti. De Falco è indagato per truffa in relazione al progetto Crediti d’imposta e agevolazioni alle imprese, assieme ai rappresentanti dell’associazione Unimpresa (Paolo, Vincenzo, Anna Longobardi e Maria Grazia Lupo), un’iniziativa che ha riscosso un finanziamento 35mila euro, per «la sopportazione di costi mai effettivamente sostenuti». Attività di docenza e prestazioni professionali indicate sarebbero solo virtuali. Stesso schema e stessi indagati per il progetto «l’acconciatore da mestiere a professione» (30mila ero di contributi); mentre è ancora De Falco (assieme a Paolo e Vincenzo Lombardi) a dover rispondere ancora di truffa per il progetto «Sicurezza sui luoghi di lavoro» (35mila euro di costi dichiarati).

E non è finita. C’è spazio anche per una consulenza di 700 euro ritenuta fittizia e assegnata alla convivente di De Falco da Raffaele Ottaviano, rappresentante della Asd sport Draco; verifiche anche sui progetti «la regolamentazione delle aziende nel settore sportivo culturale» (14.400 euro) e «la legalità come investimento nella promozione dello sviluppo territoriale» (30mila euro); «la tutela alimentare» (30mila euro); mentre suona beffardo il titolo del progetto «la crisi economico-finanziaria, strumenti ed analisi per affrontarla», che avrebbe messo in movimento 30mila euro grazie a prestazioni ritenute posticce dalla Procura. Non è finita: accuse di truffa per Nicola Gentile e Giuseppe Salvati (rappresentanti legali pro tempore di Confazienda campana), e Anna Canzanella (moglie di Salvati e rappresentante legale del centro studi sviluppo), in relazione al progetto «addetti alla manipolazione preparazione di alimenti per celiaci» e «alimentaristi esperti nell’intolleranza al glutine», che avrebbero messo in moto due tranche da 48 e 17mila euro.

Decisivi finora gli accertamenti condotti dal nucleo di polizia tributaria del comandante Giovanni Salerno, in un’inchiesta che ha consentito di sequestrare risorse e immobili per 1.200mila euro, ma anche di firmare misure cautelari a danno di imprenditori di Unimpresa, Aurora Onlus, Amici della galleria Onlus (a sua volta beneficiaria del finanziamento «pranzo in galleria» per il Natale del 2013).