MV Agusta «Prima di tutto i posti di lavoro»

La Prealpina - 27/06/2017

Ho fatto delle scelte, certo. Ma con un unico obiettivo: quello di fare il bene della società e di un marchio che rappresenta una parte del patrimonio nazionale. E, soprattutto, quello di tutelare il futuro dei suoi dipendenti. Non voglio abbandonarmi a facile retorica, ma da noi funziona così: siamo una famiglia e come un buon padre di famiglia ho provato ad agire».

Giovanni Castiglioni, presidente di Mv Agusta, esce dall’aula del tribunale provato, ma sereno. Al giudice ha spiegato come nell’arco degli ultimi anni si sia messo direttamente in gioco, o meglio, per usare le sue stesse parole, « ci abbia messo la faccia» per raddrizzare le sorti dell’azienda e anzi costruire il suo rilancio. E anche ieri, chiamato a difendersi dall’accusa di omesso versamento di ritenute fiscali per l’anno 2012, così come rilevato dal modello 770, ha fatto lo stesso, facendosi scudo della propria buona fede e soprattutto del fatto che «in tutta questa vicenda non ho mai agito per tornaconto personale e anzi mi sono addirittura ridotto il compenso di amministratiore. Anche riguardo ai problemi col fisco, ho chiesto la rateizzazione e sto pagando puntualmente». Il riferimento è alla richiesta in sede amministrativa di ravvedimento operoso per oltre due milioni di ritenute non versate e di conseguente rateizzazione, concessa però dopo l’avvio del procedimento penale ora in corso.

Il processo, che si sta celebrando davanti al giudice monocratico Alessandra Mannino è ormai alle battute finali. Ieri mattina con la deposizione di Castiglioni si è infatti conclusa la fase dibattimentale e l’udienza è stata rinviata al 27 settembre per la discussione.

«In questo processo – afferma l’avvocato Elisabetta Brusa che difende Castiglioni insieme a Andrea Lanata – non è emersa la prova oggettiva del dolo. Mi riferisco alle certificazioni ai dipendenti dell’avvenuto pagamento delle ritenute fiscali. Se fossero state emesse, l’accusa avrebbe la prova oggettiva del comportamento truffaldino. Invece, nulla di tutto ciò. A dimostrazione della buona fede del nostro assistito».

Buona fede che ieri in aula il presidente di Mv Agusta ha provato a dimostrare riassumendo in estrema sintesi la politica e le decisioni aziendali degli ultimi anni

«Nel 2010 – ha detto – abbiamo acquisito la Harley Davidson che si trovava in gravi difficoltà, al punto da paventare la chiusura. Il nostro intervento? Un’immediata un’iniezione di liquidità di circa venti milioni, ma anche un piano per ristrutturare i costi e per rilanciare gli investimenti. Il riscontro c’è stato perché nell’arco di cinque anni i volumi della società sono cresciuti».

«Il fatto è – prosegue- che parallelamente a questi ingenti sforzi in atto, anche la nostra realtà ha dovuto fare i conti con le tensioni finanziarie che hanno investito il mondo delle banche e con le conseguenti difficoltà per avere accesso al credito. Io però, a quel punto, ero ormai nel bel mezzo di quella difficile traversata di cui avrei dovuto iniziare a raccogliere i frutti nell’arco di cinque anni dalla cosiddetta discesa in campo. Ero insomma a un bivio: avevo effettuato grossi investimenti, stavamo non solo pagando il debito fiscale ereditato dalla vecchia società, ma stavamo anche rinnovando la produzione, eravamo sulla buona strada e rischiavamo di dover abbandonare tutto. E ciò avrebbe significato chiudere e licenziare. Così non ho pagato puntualmente le ritenute».

«E se avesse pagato? » ha chiesto il giudice. «Sarebbe stato a rischio – la risposta – il posto di lavoro dei miei dipendenti e dell’intero indotto: in tutto un migliaio di persone».

«Le difficoltà sono continuate – prosegue – fio al 2015 quando abbiamo ricapitalizzato la società con l’ingresso della Mercedes. L’operazione non ha poi avuto successo e siamo giunti al quarto step, con una nuova ristrutturazione e altri investimenti. Oggi possiamo dire di essere usciti dal tunnel. Oggi generiamo reddito. E mi piace pensare di averci messo del mio. Ho fatto quello che ho potuto. E so di aver assicurato serenità e sicurezza a tante famiglie».