Mv Agusta, la cassa scade ad aprile E si spera nella trattativa con Daimler

La Provincia Varese - 15/03/2016

Continuano le difficili trattative tra Giovanni Castiglioni e i soci di minoranza di Daimler Mercedes sul futuro di Mv Agusta. Attualmente, quasi tutti i cento dipendenti dell’azienda varesina sono in cassa integrazione ordinaria e lo saranno fino al prossimo 2 aprile; di fatto, la produzione di moto è quasi ferma. Decisivo, per capire le sorti dell’azienda, l’esito della trattativa in corso tra la Castiglioni e Daimler, che l’anno scorso sono entrati nella società come soci di minoranza al 25%. Gli attuali debiti di Mv Agusta ammonterebbero a circa 40 milioni di euro, che rendono quanto mai necessaria una ricapitalizzazione che non può più essere rinviata. I soci tedeschi vorrebbero rivelare la maggioranza dell’azienda, ma il presidente Castiglioni non vuole mollare. Le distanze tra le parti, a quanto trapela, sono ancora molto distanti; non si esclude, anche se l’ipotesi viene data per remota, che Daimler, in caso di mancato accordo potrebbe persino uscire e lasciare anche la quota del 25%. C’è però anche una terza via sul tavolo, ovvero l’ingresso di nuovi soci, non necessariamente del ramo moto o auto; si parla ad esempio anche di un fondo di investimenti. La situazione insomma è incerta e la preoccupazione dei lavoratori sale di ora in ora. Il periodo di cassa integrazione ordinaria scadrà il prossimo 2 aprile; i sindacati Fim Cisl dei Laghi e Fiom Cgil Varese hanno chiesto un incontro con la proprietà. Incontro che avrebbe già dovuto svolgersi a febbraio ma che poi è stato rinviato dall’azienda stessa, probabilmente per mancanza di novità di rilievo. Il faccia a faccia tra sindacati e proprietà dovrebbe tenersi o il 21 o il 24 marzo. L’auspicio di tutti è che Castiglioni e i partner tedeschi trovino un accordo che salvaguardi la produzione e lo storico marchio di moto. Ancora troppo fresca la ferita inferta al sistema produttivo varesino dal caso Husqvarna, quando gli austriaci della Ktm comprarono l’azienda con sede a Cassinetta e dopo pochi mesi trasferirono tutto nella madrepatria austriaca. Solo un miracolo varesino cinese riuscì a rimettere in piedi lo stabilimento con il nuovo marchio Swm e assumere almeno una parte di lavoratori rimasti a piedi. Ci sono però anche altri esempi, come la Ducati, che pur acquistati da una proprietà straniera, in questo caso la Audi, continuano a produrre in Italia; per la Mv Agusta si continua a trattare.