Morti sul lavoro, allarme in Lombardia

Incidenti sul lavoro in aumento dell’1,8% con 119.939 denunce presentate all’Inail nel 2018. Lo rende noto la Cisl regionale che sottolinea come gli incidenti mortali sono cresciuti del 17,2%, salendo da 139 a 163 casi. Gli incidenti avvengono soprattutto nelle fasce d’età in cui «precarietà e anzianità lavorativa sono più alte» ossia dai 14 ai 34 anni, con un rialzo da 34.946 a 36.419 denunce, e dai 55 ai 69 anni, con denunce salite da 15.612 a 16.079 unità.

Secondo Pierluigi Rancati, segretario regionale con delega alla salute e alla sicurezza, i dati sono la «dimostrazione plastica di un abbassamento della guardia negli ultimi tempi in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, e dell’insufficiente attività ispettiva da parte delle istituzioni preposte alla vigilanza e alla prevenzione». A suo avviso «in questi dieci anni di crisi i controlli hanno interessato solo il 5% delle 480mila imprese lombarde» e ha fatto emergere la convinzione che «si possa restare impunti anche non rispettando le norme per la sicurezza e l’obbligo di adeguati o di maggiori investimenti per ridurre l’esposizione ai rischi specifici». Per questo occorre dare corso «da subito al Programma straordinario deciso in Lombardia l’anno scorso, rafforzandone gli interventi anche grazie alle nuove risorse ottenute dalle ulteriori sanzioni applicate nel corso del 2018».

«I dati sull’incremento dei morti sul lavoro sono allarmanti e inaccettabili – hanno commentato Samuele Astuti e Gian Antonio Girelli, capigruppo dem in commissione lavoro e attività produttive e in commissione sanità e welfare del Consiglio regionale della Lombardia – Manca da tempo una seria azione di rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo. Un percorso che deve essere compiuto coinvolgendo il mondo dell’impresa e del lavoro perché, accanto al potenziamento dei controlli, è necessario insistere sulla formazione e sulla cultura della prevenzione, del rispetto delle norme e della stesura di adeguati piani di sicurezza».