Morire di lavoro Nord maglia nera

La Prealpina - 12/07/2017

Le denunce di incidenti mortali sul lavoro presentate nei primi cinque mesi di quest’anno sono state 375, 11 in più rispetto ai 364 decessi dello stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento (all’incirca del 3%) è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali salgono da 327 a 334 (+2,1%), sia a quella femminile, che registra un incremento da 37 a 41 decessi (+10,8%). A renderlo noto l’Inail, diffondendo i dati analitici delle denunce d’infortunio e malattia professionale presentate entro il mese del mese di maggio. L’industria e servizi sono la sola categoria a registrare un incremento (da 285 a 320 decessi, pari al +12,3%), decisivo poi nel saldo negativo finale.

A livello territoriale, al Nord-Ovest che vede aumentare le denunce di “morti bianche” di ben 22 casi – e purtroppo l aLombardia ha registra un aumento di 13 decessi rispetto al 2016 -, si contrappone il Centro Italia per il quale si registra, invece, un calo di 21 decessi. Nel Mezzogiorno solamente Abruzzo (+12 casi), Sicilia (+8) e Puglia (+3) contribuiscono all’aumento dei casi mortali (+9 per l’intera area geografica), mentre nel Nord-Est solo il Friuli Venezia Giulia presenta un incremento (+6). Nel confronto di periodo “pesano” ancora le morti di gennaio in Abruzzo, all’Hotel Rigopiano, alle pendici del Gran Sasso. A ciò si aggiunge un mese di maggio particolarmente negativo per gli eventi mortali, con 81 denunce pervenute contro le 59 del maggio 2016 (erano state 51 nel maggio 2015 e 57 nel maggio 2014). Spiccano, in particolare, gli aumenti rilevati in Lombardia (+9 casi), Piemonte (+6), Emilia Romagna e Puglia (+5).

Quanto alle denunce d’infortunio, sono state 272 mila, 548 in meno del 2016 (-0,2%), sintesi di un calo infortunistico dello 0,5% registrato per i lavoratori (oltre 900 casi in meno) e di un aumento dello 0,4% tra le lavoratrici (quasi 400 in più). A livello territoriale, le denunce di infortunio aumentano al Nord (quasi 2.500 casi in più) e diminuiscono nel Centro-Sud (-3 mila). Gli aumenti maggiori in valore assoluto si sono registrati in Lombardia (+1.459 denunce) e in Emilia Romagna (+574), mentre le riduzioni più sensibili sono quelle rilevate in Puglia e Sicilia (-777 e -764 casi rispettivamente).