Monteviasco – La funivia non vedrà le stelle

L’attesa di un ritorno alla normalità. Lo scorso 29 giugno il sindaco di Curiglia con Monteviasco, Nora Sahnane, ha emesso una comunicazione ufficiale sullo stato dell’arte per quel che riguarda «l’impianto funiviario di Ponte di Piero – Monteviasco», questa la dicitura esatta. Poche parole che hanno il sapore del chiarimento per evitare inutili chiacchiericci e speculazioni, intrisi di speranza, affinché le autorità superiori diano al più presto il nulla osta per far ripartire la cabina sulla quale è avvenuto l’incidente costato la vita al manutentore, Silvano Dellea, il 12 novembre 2018. Dopo la tragedia sono partite le pratiche di rito, in questi casi tra la magistratura, il Comune di Curiglia, la cooperativa che aveva in gestione l’impianto; tutte vicende delicate, per le quali occorre tempo. Un tempo infinito non solo per gli abitanti ma per tutto quel che ruota intorno. Sembra nulla ma sui siti specializzati di trekking, escursioni e passeggiate è segnalato che la funivia non è in funzione e non tutti sono disposti a fare 1.400 gradoni a piedi. Ancora, tra meno di un mese ci sarà il rituale appuntamento con le stelle “cadenti” in uno dei posti più magici per esprimere un desiderio, privi di inquinamento luminoso: l’osservatorio astronomico di Monteviasco, inaugurato nel 2009 con il contributo dell’ex consigliere provinciale Pierangelo Rossi, dell’ex presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, oltre che dell’allora sindaco Ambrogio Rossi. Ebbene, la notte di San Lorenzo, questa notte di San Lorenzo, se non ci saranno novità dell’ultima ora, non vedrà la possibilità di salire in vetta con la funivia. Chi vorrà “riveder le stelle” dovrà salire a piedi e, verosimilmente, rimanere su a dormire in sacco a pelo perché la discesa di notte, se non accompagnati da persone esperte e con luci adatte, rischia di essere poco agevole se non pericolosa. In realtà una piccola coda di polemiche, a proposito di stelle cadenti, venne fuori anche prima dell’incidente del novembre 2018 e riguardava proprio gli orari di messa in esercizio anche per appuntamenti importanti come questi. Alcuni utenti, infatti, si erano rivolti a Prealpina lanciando un appello, chiedendo che fosse prolungato l’orario delle corse in determinati giorni e per speciali appuntamenti come, appunto, lo spettacolo estivo godibile grazie a all’Associazione culturale astronomica e scientifica M42, nata nel 1998, determinante proprio per la costruzione dell’osservatorio astronomico in vetta, a circa 1000 metri di altitudine. Questo, va ricordato, è poi un anno particolare perché 50 anni fa l’uomo mise il piede sulla Luna. Un piccolo paradosso questo: l’uomo è andato sulla Luna ma, a causa di una serie concatenata di ostacoli burocratici, fatica a raggiungere una vetta di meno di 1000 metri. I commenti amari che settimanalmente vengono lasciati nelle bacheche di chi ama questa montagna, di chi la vive o vorrebbe tornare a viverla, dei turisti che fanno domande sui tempi di ripristino, sono quasi tutti rivolti alla politica nazionale. Quella locale c’è e lotta e vive con i cittadini, a cominciare da un sindaco che nero su bianco ha avuto il coraggio di dire «che ogni azione sarà̀ portata avanti allo scopo di velocizzare tutte le fasi del programma, pur nella consapevolezza che, visto il coinvolgimento di soggetti terzi, le tempistiche delle diverse fasi non sono precisamente stimabili».