Montagne a guida lombarda

Milano capitale. Niente a che vedere con le richieste d’autonomia, né tantomeno con rinnovati spiriti secessionisti, quanto piuttosto con la presidenza di Eusalp. La Lombardia domani prenderà la guida della Strategia macroregionale alpina e fino al prossimo anno farà da punto di riferimento per tutti gli enti territoriali uniti dal patto di Grenoble. Era il giugno 2013 quando nella città francese quarantotto realtà provenienti da Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia, Liechtenstein e Svizzera misero in comune tre obiettivi fondamentali: sviluppare le regioni all’ombra delle Alpi, connetterle tra loro e proteggerle promuovendo una gestione sostenibile dell’energia e delle risorse naturali. A Palazzo Lombardia, per il simbolico passaggio di consegne presidenziali con il Tirolo, saranno presenti anche il ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie Erika Stefani e il titolare dell’Istruzione Marco Bussetti.

«Eusalp – ha affermato ieri il governatore Attilio Fontana – ha la caratteristica di mettere insieme regioni e territori che hanno omogeneità di esigenze, richieste e problematiche. Un aspetto non indifferente che deve diventare un esempio per il futuro dell’intera Europa. Lavoreremo perché iniziative di questo genere, che nascono dal basso, possano essere sempre più valorizzate».

Il nuovo mandato, presentato da Fontana, dall’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo e dal presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, avrà innanzitutto due prerogative: valorizzare la green economy e favorire lo sviluppo sostenibile, coniugando le tecnologie più avanzate con le tradizioni dei territori. «Ci crediamo – ha aggiunto Fontana – e valorizzeremo la macroregione puntando sull’imprenditoria giovanile, rilanciando il turismo dei nostri territori, sfruttando quelle infrastrutture e quei supporti tecnologici che consentono di rendere attrattiva la nostra economia». Proprio nel campo delle infrastrutture e dei trasporti uno dei faldoni più impegnativi da affrontare, con quel nodo Tav che Lombardia, Piemonte e Veneto – tutte parte di Eusalp – hanno già dimostrato più volte di voler sciogliere, così come vorrebbero fare anche le controparti francesi firmatarie del patto di Grenoble. La macroregione alpina è una delle aree più ricche dell’intera Unione: «Si tratta – ha spiegato Cattaneo, che su delega di Fontana si occuperà in prima persona del coordinamento – di una zona capace di sviluppare un Pil aggregato vicino ai tremila miliardi di euro all’anno; una cifra che rappresenta una volta e mezza quella prodotta dall’Italia e che è paragonabile a quella tedesca. Il nostro obiettivo è sviluppare la competitività della regione nel suo insieme, anche attraverso la creazione di nuove opportunità lavorative nei settori della green economy e in quelli delle tecnologie».