Molina: Quattro sotto inchiesta per prestiti agli “amici”

La Prealpina - 22/06/2017

Prima il ramo e poi l’albero. A poco a poco, e in ordine inverso, diventa più chiaro il lavoro che la Guardia di Finanza, con il coordinamento del sostituto procuratore Laura Patelli, sta facendo intorno al caso Molina. E così, dopo la notizia delle perquisizioni di lunedì e delle iscrizioni nel registro degli indagati di nove soggetti, tra i quali Luca Galli, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, e Gianpaolo Ermolli, ex vicesindaco di Varese, un tempo forzista e oggi esponente della Lega Civica, per una vicenda che viene alla luce grazie all’inchiesta sulla Fondazione di viale Borri ma non ha nulla a che fare con essa (il ramo), ecco altri indagati ed ecco l’albero. E cioè il filone principale dell’inchiesta, quello che si occupa dell’ormai famoso doppio investimento finanziario del Molina, e in particolare di un “prestito” a una società collegata a Rete 55 e vicina anch’essa alla Lega Civica. Indagati in quest’ambito, e dall’inizio dell’anno, sono dunque l’ex presidente della Fondazione Molina Christian Campiotti, anche lui della Lega Civica, l’editore di Rete 55 Lorenzo Airoldi, di nuovo Luca Galli e il bergamasco Carlo Vimercati, gli ultimi due in relazione all’investimento a favore della società Mata Spa. Per tutti le accuse sono di peculato e concorso in peculato. Ed è evidente l’ipotesi della Procura, che considera Campiotti pubblico ufficiale e gli imputa, per ora come ipotesi investigativa, di aver “distratto” denaro del Molina a profitto altrui e in particolare di compagni di partito.

Tornando ai “prestiti”, era stato lo stesso Campiotti, che ritiene di non aver commesso irregolarità o reati, a spiegare di che cosa si trattasse nel corso di una conferenza stampa, e cioè di un investimento obbligazionario con premio di investimento (quello a Rete 55 Evolution Spa per 450.000 euro) e di un investimento obbligazionario ipotecario (a Mata Spa per 500.000 euro). Normali strumenti finanziari o “maschere” usate per giustificare una vera e propria pioggia di soldi sugli amici? Per vederci chiaro la Procura ha effettuato varie perquisizioni nello scorso mese di febbraio – e questo si sapeva – e poi, un mese fa, ha restituito computer e cellulari a Campiotti e ad Airoldi – spiega il loro difensore, l’avvocato Pietro Romano – chiedendo e ottenendo, più o meno negli stessi giorni, una proroga di altri sei mesi per le indagini (proroga che non è stata chiesta invece per due dipendenti del Molina, anche loro perquisite e indagate in una prima fase).

«Campiotti e Airoldi hanno piena fiducia nell’operato della magistratura – spiega ancora l’avvocato Romano – e da tempo hanno presentato un’istanza per essere sentiti dalla Procura e per chiarire tutto. Non abbiamo mai chiesto il dissequestro di pc e computer e dato che non abbiamo nulla da temere il nostro atteggiamento è stato ed è assolutamente collaborativo». Mentre per quanto riguarda il merito delle accuse l’avvocato non dice nulla, ma è chiaro che la partita si giocherà sullo “status” di Campiotti al Molina, prima che l’Ats commissariasse la casa di riposo: pubblico ufficiale, in quanto nominato dal sindaco e gestore di soldi anche pubblici, o (tesi difensiva) presidente di un ente di diritto privato e come tale ben diverso da un pubblico ufficiale?

Ora l’inchiesta dovrebbe contare dunque un totale di 14 indagati. Nella “costola” di cui si è saputo martedì, coinvolti, oltre a Galli ed Ermolli, sette imprenditori tra Varese e Milano. Accuse a vario titolo di associazione per delinquere, riciclaggio, truffa, di nuovo peculato e abuso in intermediazione finanziaria. Oggi il legale di Ermolli, l’avvocato Fabio Margarini, chiederà il dissequestro dei documenti di lavoro portati via al suo cliente, dopo che la Gdf li avrà fotocopiati.

Incarico al commissario La scadenza il 30 giugno

 

Alla guida della Fondazione Molina ora c’è il commissario Carmine Pallino, chiamato dall’Ats a sostituire il Cda della struttura sanitaria di viale Borri presieduto da Christian Campiotti alla fine del novembre 2016. L’incarico di Pallino scadrà proprio a fine mese e l’Ats potrebbe prorogarlo nel caso ravvisi la necessità ulteriore della sua presenza. Cosa che potrebbe anche accadere, alla luce degli ultimi colpi di scena giudiziari. Difficile, comunque, anticipare qualsiasi decisione, considerato il terremoto delle ultime ore e soprattutto in attesa che l’inchiesta faccia il suo corso. Intanto il prossimo 10 ottobre il Tar si pronuncerà sul ricorso di Campiotti e dei suoi entrando nel merito dell’ormai nota vicenda del prestito obbligazionario da 450mila euro concesso dal Molina a una società legata all’emittente Rete 55 e vicina al partito di Campiotti, la Lega civica. Affrontando il caso Fondazione Molina, il 21 febbraio il Consiglio di Stato aveva sconfessato il Tar (primo grado della giustizia amministrativa), che in via cautelare aveva stabilito a metà febbraio l’uscita di Pallino e il reiontegro di Campiotti e del Cda . Fase che era durata durata meno di una settimana.