Molina, ora decide il Consiglio di Stato

La Prealpina - 17/03/2017

L’udienza con la discussione delle parti, davanti al Consiglio di Stato in composizione collegiale, si è svolta ieri. E ora c’è attesa per l’esito definitivo del ricorso presentato dall’Ats Insubria sul “caso Molina”, ricorso che già il 21 febbraio scorso aveva prodotto un risultato, messo nero su bianco dal presidente della Terza Sezione del Consiglio di Stato Franco Frattini in via cautelare e temporanea: di nuovo il commissario Carmine Pallino a capo della struttura sociosanitaria di viale Borri, dopo che il Tar (primo grado della giustizia amministrativa) aveva rimesso al suo posto il presidente Christian Campiotti, a sua volta cacciato appunto dall’Ats con tutto il Cda alla fine di novembre del 2016 per l’ormai nota vicenda del prestito obbligazionario da 450mila euro concesso dal Molina a una società legata all’emittente Rete 55.

Ancora nella tarda serata di ieri nessuna notizia dell’esito della discussione collegiale in camera di consiglio che ha consentito ai giudici amministrativi di approfondire, in contraddittorio, le diverse argomentazioni difensive, dopo il primo pronunciamento lampo del presidente Frattini. Quasi certamente la decisione arriverà oggi.

Nel suo provvedimento di un mese fa Frattini – accusato dai legali di Campiotti di essere “di parte” perché in passato ministro degli Esteri nello stesso Governo in cui Roberto Maroni, oggi presidente della Regione Lombardia, ente di cui fa parte Ats, era ministro dell’Interno – aveva ritenuto documentate «in modo articolato plurime irregolarità commesse dalla Fondazione nella propria gestione amministrativa e nell’affidamento dei servizi» e «l’adozione di iniziative di investimenti finanziari, di non lieve entità, da parte del presidente, in assenza di comunicazione e approvazione da parte del Cda e del revisore dei conti».

Inoltre era stato rilevato che l’insediamento del commissario straordinario era destinato non a pregiudicare ma a salvaguardare «lo status di onlus che la fondazione riveste» e a preservarne «il patrimonio». Di qui il controribaltone dopo il ribaltone del Tar.