Molina, la Regione ascolta il commissario

La Prealpina - 26/01/2017

Due mesi dopo l’arrivo del commissario straordinario alla Fondazione Molina (foto Blitz), la vicenda ritorna sotto i riflettori della politica e approda nuovamente in Regione. Mercoledì 1 febbraio (ore 10, Palazzo Pirelli a Milano), il supertecnico che ha preso le redini della casa di cura di viale Borri e del patrimonio della onlus che la gestisce, il commercialista milanese Carmine Pallino, sarà a Milano per il primo atto dell’indagine conoscitiva richiesta dai consiglieri Luca Marsico (Forza Italia) ed Emanuele Monti (Lega nord).

La richiesta di fare luce sull’intricata vicenda che ha portato l’Ats Insubria, diretta da Paola Lattuada, a sollevare il consiglio di amministrazione del Molina, era giunta anche a fine ottobre dal presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo. Ora, il commissario Pallino, che ha un incarico di sei mesi, potrà dare spiegazioni alla Commissione sanità della Regione sulla gestione economica e finanziaria della Fondazione Molina.

Commenta il consigliere Marsico: «Visto che non abbiamo avuto la possibilità di ascoltare il presidente Campiotti, che ha preferito non presentarsi all’audizione con la quale chiedevamo lumi, ora finalmente i consiglieri avranno la possibilità di verificare la fondatezza delle contestazioni che l’Ats ha mosso al cda sollevato dall’incarico e potremo avere per la prima volta un punto di vista interno alla Fondazione». Marsico ha portato all’attenzione della Regione il caso Molina con un’interrogazione all’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Vicenda intricata e ancora tutta svelare, quella del caso della casa di riposo di viale Borri: al centro della questione il prestito obbligazionario (di 450mila euro) concesso dalla Fondazione a una società controllata da Rete 55.

«È nostro compito e prerogativa, nell’interesse della trasparenza amministrativa, ma soprattutto e in particolare nel rispetto dei cittadini di Varese, verificare se le procedure attivate siano state espletate secondo criteri di efficienza, efficacia, trasparenza, imparzialità e correttezza amministrativa – dice il presidente della Commissione sanità, il leghista Fabio Rolfi -. È dovere della Regione e di questa commissione, verificare la coerenza delle destinazioni dei fondi pubblici erogati, a garanzia delle prestazioni offerte ai pazienti».

Nella proposta di indagine conoscitiva, di cui è relatore Fabio Fanetti (Lista Maroni), sono in programma audizioni del sindaco di Varese Davide Galimberti, dei vertici di Ats Insubria e Asst Sette Laghi, dell’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera e dei dirigenti dell’assessorato regionale al Welfare.