«Molina, conti in sesto e progetti per la città»

La Prealpina - 10/05/2017

«I conti del Molina ora sono in ordine». Il commissario straordinario della Fondazione Molina è giunto quasi al traguardo del suo mandato, che scadrà a fine mese, ma potrà ovviamente essere prorogato, se l’Ats dell’Insubria lo riterrà opportuno. «Qualcuno si lamenta?», dice quando gli si fa presente che una lettera anonima, giunta al sindaco e agli organi di informazione, solleva dubbi sulla volontà di non rinnovare i contratti ad alcune cooperative che coordinano infermieri e al gestore del bar. «Reputo che nell’ottica della trasparenza e dell’efficienza, obiettivi del mio mandato insieme con il benessere degli ospiti e con il welfare, sia doveroso procedere a formulare offerte da parte di fornitori e professionisti per i servizi, per le più rilevanti aree di approvvigionamento e attività istituzionali del Molina». In sostanza, il commissario straordinario ha deciso di confrontare i prezzi offerti nell’ambito di gare, per scegliere le proposte economicamente più vantaggiose. I termini sono differenti a seconda dei servizi, che sia quello dei vari tipi di assistenza infermieristica o altre forniture. «Ho chiesto delle proroghe ma a fine giugno si procederà alle gare, anche se avremmo potuto proseguire con l’affidamento diretto», e poiché si tratta di servizi medico specialistici e e servizi di assistenza integrata e infermieristica, «lavoreremo affinché chi subentrerà nella gestione, per esempio cooperative, possa impiegare le stesse persone che lavorano qui ora e non sono assunte direttamente da noi». Pallino dice di «comprendere la preoccupazione dei lavoratori» ma che è essenziale operare «rispettando le esigenze di trasparenza e liceità» anche «per rinverdire il lustro e l’efficienza che hanno caratterizzato la struttura in decenni di attività e di assistenza alla comunità non solo varesina». Dunque «stop alla stipula di contratti per l’approvvigionamento di beni e servizi in via esclusivamente privata» e via libera a «procedure di aggiudicazione ristrette e negoziate sulla base dei criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa». Il valore complessivo delle nuove modalità per l’affidamento dei servizi ammonta a oltre 3 milioni di euro.

Il commissario straordinario dice che sono state gettate le basi – al di là della proroga o meno del suo incarico – per rilanciare l’attività del Molina e aprire le porte sul territorio, affinché la città si riappropri anche culturalmente del patrimonio sociale della Fondazione.

«Abbiamo un piano di lavoro che prevede una maggiore interazione del Molina con il territorio, un piano di interventi per ampliare la gamma dell’assistenza alla terza età, per esempio aprendo le porte del nostro centro diurno a tutti i cittadini anziani, in estate, e promuovendo anche degli alloggi protetti, per le persone più fragili che hanno comunque una certa autonomia, sotto il controllo della Fondazione». Il commissario Pallino parla di «piano di rilancio», a fronte «della conferma di tutti i servizi e degli standard qualitativi».

Il revisore legale, nominato dal sindaco Galimberti, il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Varese, Luisa Marzoli, ha espresso parere positivo davanti al bilancio che è stato approvato lo scorso 28 aprile, inoltre l’organismo di valutazione, che si esprime sul rispetto della normativa, non ha mosso alcun rilievo all’attività. Il commissario straordinario è stato nominato nel novembre 2016 dall’Ats, presieduta da Paola Lattuada, in seguito al provvedimento che ha sollevato il cda dell’epoca. Il consiglio di amministrazione era stato infatti travolto da una bufera politica per il prestito obbligazionario di 450mila euro a favore di Rete 55 Evolution spa. Mesi di diatribe sul fronte della giustizia amministrativa, il ritorno per qualche giorno del presidente uscente Christian Campiotti in seguito alla sospensiva del Tar e quindi di nuovo la gestione del commissario Pallino. Il prossimo appuntamento con la giustizia amministrativa sarà il 10 ottobre, quando il Tar si pronuncerà nel merito sul ricorso dell’ex presidente.