Molestie sul lavoro a Varese, un problema senza denunce

Varesenews - 16/06/2022

Si intitolava “Le violenze di genere nel mondo del lavoro”, il convegno in programma nella mattina di mercoledì 15 giugno alle Ville Ponti di Varese che ha affrontato, dal punto di vista normativo ma anche sistemico, questo delicatissimo argomento.


Dopo il saluto del presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi a relazionare su una situazione che può avere delle sfumature drammatiche anche sul posto del lavoro sono stati diversi esperti: da Alessandro Castiglioni, presidente dell’Organismo paritetico provinciale a Lilli Viviana Casano, ricercatrice in Diritto del Lavoro dell’Università degli Studi dell’Insubria, da Paolo Campanini psicologo del lavoro a Carla Mammone e Rita Somma , consulenti e formatrici della sicurezza, Consigliere Nazionale AiFOS, componenti Sofia-Comitato Donne AiFOS, da Chiara Breschi del Comitato Unico di Garanzia INAIL, a Anna Danesi Consigliera per le Pari Opportunità della provincia di Varese.

Incontro sulle violenze di genere nel lavoro
E proprio quest’ultima ha fornito i dati dei cittadini che si sono rivolti al suo ufficio, che si occupa di molestie ma anche di discriminazione e di conciliazione tra tempo di lavoro e tempo famigliare: nel 2021 all’ufficio della consigliera di parità si sono presentati in 61, 58 donne e 3 uomini, di cui però solo 12 di loro sono poi diventati una vera e propria “pratica”. «Molto spesso si limitano a chiedere informazioni, ma non se la sentono di portare avanti le istanze che si segnalano – precisa Danesi – La stragrande maggioranza di quelli che proseguono, inoltre, riguardano la parte che riguarda la conciliazione tra i tempi di lavoro e di famiglia. Abbiamo affrontato, per esempio, i problemi delle lavoratrici che si vedevano rifiutati i part time temporanei dopo la nascita dei figli».

 

La verità, forse, sorge nelle pieghe del discorso della consigliera di parità, che ha segnalato come: «Sia limitatissimo il numero di casi di denuncia, di qualunque genere, finchè la lavoratrice continua a stare sul posto di lavoro. Questi diventano più probabili quando cambia lavoro o comunque se ne va».

Quindi la provincia di Varese solo apparentemente non ha un problema di molestie, quanto piuttosto un problema di segnalazioni di molestie.

Del resto i numeri a livello italiano della violenza sulle donne segnalati da Chiara Breschi non sono incoraggianti: «Nel 2021 ci sono stati 295 omicidi volontari, 118 dei quali avevano come vittime delle donne. Di questi 118, 102 si sono consumati in ambito familiare, 70 dei quali ad opera dei partner – ha spiegato Breschi – Nel 2020 inoltre il numero di pubblica utilità contro violenza e stalking ha visto aumentare del 79,5% le chiamate rispetto al 2019, quasi la metà delle quali (Il 47.9%) riguardavano delle violenze fisiche».

Il lockdown e il suo smart working hanno quindi aggravato il tema della violenza sulle donne, che va affrontato dalle aziende con un salto di consapevolezza: per questo l’incontro, organizzato dal Organismo Paritetico Provinciale sulla Salute e la Sicurezza con l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Varese, si è ampiamente soffermato anche su quello che prescrivono le convenzioni OIL, quelle ratificate dall’organizzazione internazionale del lavoro, sull’argomento.

Incontro sulle violenze di genere nel lavoro
In particolare, si è approfondito il contenuto della convenzione OIL 190 del 2019 sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro, che l’Italia ha ratificato nel 2021.