Modiano: «I tre scali hanno un futuro comune»

La Prealpina - 30/06/2017

Ogni volta che è stato interpellato sulla possibile fusione tra Sea e Sacbo, il presidente degli aeroporti milanesi (Malpensa e Linate) Pietro Modiano (nella foto Archivio) si è sempre dichiarato favorevole, pur premettendo che è una decisione che spetta alla due proprietà (in particolare al Comune di Milano che è socio di maggioranza con il 54,81% delle azioni di Sea, società che a sua volta possiede la maggioranza relativa di Sacbo con il 30,98%). Lo ha ripetuto anche l’altro giorno, a margine della conferenza di presentazione del progetto di restyling di Linate.

«La fusione con Sacbo è un progetto che per Sea è ancora attuale. Sono sicuro che i tre scali lombardi hanno un destino comune, anche sotto il profilo societario. Già oggi facciamo parte di un sistema armonico nel quale cresciamo insieme, nel rispetto ognuno delle proprie caratteristiche. Quindi credo che oggi la fusione abbia più senso di ieri».

L’unione delle due società in un unico soggetto porterebbe alla creazione di un polo aeroportuale regionale (eccezion fatta per Brescia Montichiari) capace di riunire sotto una sola direzione il secondo, il terzo e il quarto aeroporto d’Italia, ovvero Malpensa (20 milioni), Linate (9 milioni) e Orio al Serio (10 milioni). Creerebbe dunque un colosso da quasi 40 milioni di passeggeri totali e 600mila tonnellate di merci movimentate nel settore cargo, la prima realtà in assoluto in Italia. Sotto il profilo economico, inoltre, sarebbe un’azienda da oltre 800 milioni di euro di fatturato.

Secondo Modiano, in questo momento bisogna esercitare la virtù della pazienza («e io ne ho tanta»), ma «prima o poi si farà». Oltretutto, dopo anni di lotte intestine in cui Linate veniva accusato di cannibalizzare Malpensa e Orio, da terzo incomodo, monopolizzava il settore low cost, oggi i tre scali crescono. Malpensa con percentuali da record (+22 ad aprile), Linate con cifre minori (e con l’incognita Alitalia), mentre Orio ormai non stupisce più grazie a Ryanair che quindici anni fa l’ha salvato dalla chiusura e rilanciato. Ecco perché Modiano parla di un sistema aeroportuale lombardo che funziona e cresce «in modo armonico», a dimostrazione che «il pericolo di cannibalizzazione di una infrastruttura sull’altra non c’è e che si può crescere tutti insieme», ognuno con la propria vocazione. Il Forlanini è il city airport per i collegamenti rapidi con il centro città, Orio è la meta dei viaggiatori low cost, Malpensa la porta d’accesso al mondo grazie ai collegamenti intercontinentali.

La fusione Sea-Sacbo sembrava ormai cosa fatta già lo scorso anno, e invece la trattativa si è arenata.