Mobilità del futuro

La Prealpina - 05/01/2022

A Valle Olona l’hub di ricerca sui trasporti sostenibili

Varese si candida a fare scuola in materia di mobilità sostenibile. E intende farlo ripartendo da una scuola, o meglio un’ex edificio scolastico, e da una zona periferica della città, Valle Olona, sulla quale si adagiano vecchi complessi industriali dimessi: la De Amicis e Valle Olona.

Varese green

“Varese Green” è il cappello al grande progetto che l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Davide Galimberti sta per avviare. Anzi, ha ufficialmente avviato col bando per il masterplan che darà a Valle Olona un nuovo volto, moderno, e una nuova vocazione, proiettata al futuro dei trasporti. Palazzo Estense ha infatti pubblicato il via libera alla gara di appalto tramite la quali aggiudicherà a un pool di professionista la progettazione di un «hub di ricerca e formazione per la mobilità sostenibile». In altre parole: un polo dove si studieranno il modo e i mezzi per spostarsi in città (ma non solo: nell’area varesina allargata) con più sicurezza, inquinando di meno e in tempi se possibile più rapidi. E verranno create figure professionali specializzate su questa tematica. È un’iniziativa inedita su scala nazionale, non a caso Palazzo Estense l’ha definito «progetto pilota in Italia».

De Amicis volta pagina

La scuola De Amicis, complesso a ridosso di via Merano e dunque della tangenziale nordest, ha chiuso i libri da oltre dieci anni. E l’edificio è rimasto inutilizzato, con vari e vani tentativi del Comune di venderlo (il valore attribuitole era di 900.000 euro). Ora, il riscatto: il masterplan che, ricordiamolo, è un piano di sviluppo strategico, da declinare poi in singoli provvedimenti., come varianti urbanistiche, convenzioni con enti e privati, ha come obiettivo quello di ristruttura l’immobile – come da un punto di vista estetico e funzionale lo diranno ingegneri e architetti – per insediarvi il centro di ricerca e formazione.

Capitolo costi

Due conti in tasca a questa prospettiva: per la fase progettuale, 432.000 euro nel bando a base dell’appalto, mentre per le opere (stima sommaria iniziale, prudente, e suscettibile di lievitare con i fondi del Pnrr) circa cinque milioni. Il masterplan, la cui assegnazione d’appalto avverrà «nel giro di poche settimane» spiega l’assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, Andrea Civati, dovrà essere quindi confezionato in ogni suo aspetto entro otto mesi. La giunta conta di vedere realizzato questo grande piano entro la fine del mandato, cioè i prossimi cinque anni, «anche perché questa è la tempistica che richiedono i fondi che verranno concessi col Pnrr» sottolinea Civati.

La genesi

La riqualificazione di Valle Olona, zona che più ha sofferto il declino industriale, avendo diversi complessi in disuso, archeologia di una Varese produttiva che non c’è più, parte da un’iniziativa, preCovid, del governo che mirava a individuare 20 città italiane come city branding, ovvero con nuova vocazione caratterizzante. Varese, spiega l’assessore Civati, si propose e fece breccia con “laboratorio e formazione della nuova mobilità”, ottenendo così un finanziamento.

Opere e programmi

Non c’è, ovviamente, solo l’hub nel grande piano di Valle Olona. L’assessore Civati anticipa che saranno contemplati anche una pista ciclopedonale, da collegare con quella della Valganna, e accordi e agevolazioni con i privati per il recupero dei complessi industriali abbandonati. È tanta roba.