Missoni guida gli Amici del Maga

La Prealpina - 15/06/2017

C’erano una volta i mecenati, coloro che sostenevano l’arte e la cultura in maniera disinteressata. Il fiorire della città avvenne grazie a loro. Visione troppo ideale? Forse. Ma cosa sarebbero oggi Firenze o Ferrara o altri borghi importanti del nostro Bel Paese senza le famiglie nobili che le hanno sostenute? Sbaglia, però, chi pensa che il mecenatismo sia finito. Nell’epoca del “prendi i soldi e scappa”, com’è quella attuale, nel momento storico in cui sembra che solo il mercato sia legittimato a dettare le leggi degli Stati, ecco che si accendono delle scintille di speranza. Piccole, magari. Isolate. Ma proprio per questo da salvaguardare e da prendere ad esempio.

Rinnovato mecenatismo

Il preambolo serve per capire quello che sta succedendo in questi ultimi tempi al Maga. Se il museo fosse stato lì ad aspettare che la manna scendesse dal cielo come ai tempi della diaspora degli ebrei dall’Egitto forse oggi sarebbe ancora chiuso dopo il devastante incendio del 2013. Ma l’affetto fa cose grandi, così è nata quella mobilitazione (riassunta nella mostra “With a little help from my friend”) che ha portato a riattivare le attività e ad avere oggi un museo, se possibile ancora più forte di prima. Con i bilanci risanati dopo i tempi della Gallarate da Bere ma da tenere sempre sott’occhio per evitare scivoloni. Proprio per questo nasce, come se fosse una gemmazione, l’associazione degli Amici del Maga. Un gruppo qualificato e affiatato per sostenere il museo e per accompagnarlo seguendo i canoni di un rinnovato mecenatismo.

Luogo in cui stare bene

Il presidente è Luca Missoni, già il nome (come si dice in questi casi) vale il prezzo del biglietto. Lui che è direttore artistico dell’Archivio Missoni, da sempre è vicino al Maga. Prova ne è la mostra del 2015 proprio sulla casa di moda, di cui lui ha curato l’allestimento nella suggestiva sala degli Arazzi situata all’ultimo piano del museo. «Apprezzo molto il Maga – spiega – come luogo di arte, di cultura, curato e accogliente, luogo in cui stare bene. Il museo è sicuramente un’istituzione capace di offrire alle giovani generazioni innovative opportunità di crescita culturale e personale». Da questi presupposti nasce l’associazione Amici del Maga, «per farlo conoscere, per farlo vivere, per sostenerlo in tutta la sua vivacità e potenzialità». Ecco perché «ho accettato l’incarico di presidente e di guidare con entusiasmo questa bella avventura».

Una fitta rete

Scopo degli Amici è di creare «una fitta rete» costituita da cittadini, istituzioni e imprese «a sostegno del museo e delle sue attività». Insomma, è quell’humus territoriale indispensabile per far sì che la cultura si irraggi dappertutto. Un’operazione che parte grazie a un gruppo davvero importante e autorevole, composto da personaggi che hanno in comune «la passione per l’arte e la cultura e il desiderio di sostenerle». I fondatori, infatti, sono Francesco Aspesi, Franca Bellorini, Lino Bozzola, Cecilia Cagnoni, Brunella Cardani, Enrico Consolandi, Micaela Carla Donaio, Paolo Gasparoli, Piero Giardini, Nicola Giuliano, Mario Lainati, Paolo Lamberti, Giuseppe Merlini, Luca Missoni, Rosita Missoni, Marcello Morandini, Giovanni Orsini, Maurizio Pastorelli, Cinzia Puricelli, Alfredo Sardella, Massimiliano Serati e Angelo Zanella. Da ciò ne deriva un consiglio d’amministrazione composto da Lino Bozzola, Brunella Cardani, Enrico Consolandi, Mario Lainati, Luca Missoni, la direttrice Emma Zanella e la presidente Sandrina Bandera (entrambe componenti di diritto).

Alla faccia della politica

I soci fondatori, dunque, provengono sia dal campo imprenditoriale, sia da quello artistico, rappresentano figure di spicco non solo del territorio gallaratese ma di tutta la provincia di Varese e di Milano. La nascita degli Amici era stata annunciata una decina di giorni fa in commissione Cultura dalla presidente Sandrina Bandera. È la realizzazione di un obiettivo più volte inseguito in questi anni e ora finalmente arrivato in porto. A breve sarà fissata la prima riunione del cda durante la quale saranno definite le quote associative. Poi ci sarà la presentazione alla città. Un modo per dire che il Maga ha tanta voglia di crescere. Alla faccia di quello che pensano alcuni politici e amministratori vecchi e nuovi della città.