Mille firme contro il treno che attraverserà i boschi

La Prealpina - 08/02/2017

 

Mille voci contrarie al collegamento ferroviario T2-Gallarate. Sono le prime mille firme raccolte dal comitato “SalviAmo la brughiera” per bloccare l’iter progettuale di quei 4,6 chilometri di nuovi binari che – secondo le intenzioni di Regione Lombardia e FerrovieNord – collegheranno l’aeroporto di Malpensa alla linea ferroviaria Milano-Domodossola attraversando i boschi di Casorate.

Mariaceleste Brambilla, presidente dei No Rail, si dice soddisfatta del risultato ottenuto. «Ma è solo l’inizio». Oltre ai banchetti per la raccolta firme, dopo la breve pausa invernale torneranno gli incontri pubblici e le camminate per mostrare agli abitanti dell’intorno aeroportuale la natura oggi incontaminata che verrà divorata dalle ruspe. E dopo essersi concentrati soprattutto su Casorate (oltre metà delle firme raccolte sono di cittadini casoratesi), l’obiettivo del comitato è portare la loro protesta al di fuori dei confini comunali.

«Questa opera non tocca soltanto i casoratesi», dice Brambilla. «Abbiamo incontrato pochi giorni fa il sindaco di Cardano al Campo Angelo Bellora e lo ringraziamo per averci ricevuto. Organizzeremo nella sua città un incontro per sensibilizzare le persone sul tema».

Identico copione a Somma Lombardo, dove l’assemblea pubblica è stata già fissata per il 24 febbraio alle 21. A Gallarate invece una delegazione del comitato parteciperà attivamente alla lezione magistrale di Luca Mercalli (inserita nel cartellone di Filosofarti il 18 febbraio alle 19.30) dedicata al valore della responsabilità per un pianeta sostenibile e realizzata in collaborazione con i circoli di Legambiente della provincia.

Insomma, nonostante il governatore Roberto Maroni lo scorso dicembre a Malpensa abbia detto che «la ferrovia T2-Gallarate è un’opera che si farà. Punto», i No Rail appaiono tutt’altro che rassegnati. E anche la politica casoratese fa la sua parte con una interrogazione depositata nei giorni scorsi dai due gruppi di opposizione (Pd e Alternativa civica) chiedendo al sindaco Dimitri Cassani e alla sua giunta (Lega Nord, Ncd e La lista civica) di prendere una posizione differente dall’attuale, considerata ambigua in quanto si professano contrari ma allo stesso tempo non disposti «a fare come la Appendino (Chiara, sindaco 5stelle di Torino, ndr) con la Tav». Considerando che negli ultimi venticinque anni vari sindaci di un po’ tutti i colori politici hanno alzato le barricate contro la ferrovia, le minoranze chiedono con un semplice quesito a Cassani di fare altrettanto, oppure di dire apertamente alla cittadinanza che il centrodestra casoratese è favorevole all’opera.

Si legge nel quesito posto: «Premesso che nel corso del 2016 è stato reso pubblico il progetto di ferrovia che dovrebbe collegare la linea Domodossola a Malpensa, che l’amministrazione comunale da lei rappresentata ha negato pretestuosamente a noi consiglieri la documentazione e che abbiamo dovuto legalmente entrarne in possesso attraverso altri intermediari, considerato inoltre che il progetto insiste per oltre il novanta per cento sul nostro territorio e che da troppo tempo la commissione Territorio, Ecologia e Malpensa non viene più convocata, chiediamo a questa amministrazione quale sia il suo atteggiamento di fronte al progetto e quali azioni a proposito abbia intrapreso e intende intraprendere».