Milano-Malpensa: Fili da 210 milioni di euro

La Prealpina - 03/07/2021

Il treno è da sempre sinonimo di progresso. Ovvio, allora, che sia un progetto di sostenibilità ambientale lanciato in corsa lungo la ferrovia a indicare la via che deve seguire la Regione italiana che si fregia di essere una delle quattro locomotive d’Europa e si conferma riferimento nazionale. Dunque, è Fili (nome non casuale) la grande operazione di Fnm che è al contempo un pacchetto di opere del valore di 210 milioni di euro sull’asse Milano-Malpensa e lo spunto sul quale si può incominciare a riflettere per costruire il domani della Megacity irradiata dal capoluogo. Come avvenuto ieri mattina, tra i relatori sul palco dell’auditorium Testori di Palazzo Lombardia e quelli in collegamento video, al confronto “La Lombardia tesse il suo futuro”.

Sul tavolo la rigenerazione urbana che toccherà quattro stazioni delle Nord (il capolinea Cadorna, quindi Bovisa, Saronno e Busto Arsizio), porterà alla piantumazione di 800mila alberi, avrà come contorno una superstrada ciclabile di 72 chilometri, interesserà un territorio composto da 24 Comuni. Con le Olimpiadi invernali 2026 come orizzonte temporale per terminare tutto.

«La sostenibilità è la nuova strategia di crescita», sottolinea allora il governatore Attilio Fontana, introducendo la mattinata di confronto suddivisa in quattro sessioni alle quali partecipano ministri, assessori regionali, sindaci, presidenti di enti e manager. «Ci interessa fare da apripista di un profondo cambiamento culturale», prosegue Fontana. «Abbiamo stanziato 210 milioni per il progetto Fili. L’anno all’ombra del Covid ci ha insegnato che devono cambiare i processi di antropizzazione».

E nel nome dell’operazione sta il senso della svolta. Lo spiega Andrea Gibelli, presidente di Fnm, proseguendo l’introduzione e andando al nocciolo dell’intervento: «Servono ago e trama per tornare a tessere. L’ago è la Regione e la trama è il filo che da Cadorna riconnette tutto il ramo di Milano. Dobbiamo interrogarci su che città vogliamo. Per noi la città smart è policentrica. Più sei connesso, più attrai capitali e qualità della vita. Ma dobbiamo fare architetture che guariscano le ferite del territorio perché l’impatto ambientale degli ultimi 150 anni è devastante».

Bisogna, quindi, ricucire. E i Fili che utilizza Fnm Group, della quale la Regione è azionista di maggioranza, sono destinati a cucire l’avanguardia di un impegno al quale tutti devono contribuire. Un esempio? Anche più di uno: alla stazione Bovisa sarà spostato il quartier generale del gruppo e il palazzo che lo ospiterà sarà costruito tutto in materiale riciclabile; a Cadorna sorgerà una foresta sintetica grazie alla quale il Co2 sarà trasformato in ossigeno, proprio come fanno le piante; a Busto Arsizio saranno utilizzate tecnologie avanzate.

In più, ed è fuori da questa operazione, verranno sostituiti tutti i treni della linea Brescia-Iseo-Edolo: sono già stati acquistati quelli con motorizzazione all’idrogeno della Alstom. Insomma, abbastanza per spingere Gibelli a proporre la modifica del claim dell’azienda: «Passeremo da Fnm-Idee in movimento a Fnm-La vita in movimento».