Migliaia di posti di lavoro dal boom della Cargo City

La Prealpina - 31/07/2022

Prima del Covid Amazon prevedeva due voli al giorno da Malpensa, adesso sono nove.

Un’immagine che da sola basta per dare l’idea – anche ai non addetti ai lavori e a chi non è pratico di percentuali – di quanto il settore cargo funzioni nello scalo della brughiera. E di quanto esso sia in crescita. Secondo dati diffusi da Sea nelle scorse settimane, passa dallo scalo di Malpensa il 70 per cento delle merci in transito negli aeroporti italiani e con la pandemia la forza del trasporto ha fatto registrare un vero e proprio boom, con un balzo in avanti del 34 per cento tra i12019 e i12021.

Dalle 560mila tonnellate di materiale fatte volare nell’anno pre-Covid si è arrivati lo scorso anno a muoverne 750mila. Ancora in crescita il trend di inizio 2022.

Malpensa è il nodo fondamentale di una rete di export che collega la Lombardia e l’Italia al resto d’Europa, al Medio Oriente, all’Asia e al Nord America. Una rete, soprattutto, che vorrebbe e potrebbe crescere.

La stima del valore delle esportazioni, sempre secondo la società di gestione dell’aeroporto, oggi ammonta a 25 miliardi di euro. Spiccano tra i settori merceologici l’agroalimentare e l’automotive. Ma il Masterplan presentato da Sea per l’ampliamento – seppure ridotto a 44 ettari rispetto ai 440 ipotizzati in passato – dice quanto il settore cargo dello scalo varesino spinga per aumentare ancora i propri numeri. Di recente il chief operation officer di Sea, Alessandro Fidato, ha avanzato una previsione secondo cui la società punta a raggiungere 1,2 milioni di tonnellate di merci nel 2035, contro le 750mila di oggi. Francoforte – per avere un confronto – ne movimenta 2,2 milioni.

L’idea di Sea è attrarre nella brughiera anche quelle 300mila tonnellate di materiale che oggi partono dall’Italia ma non volano dal nostro Paese. La cittadella del cargo di Malpensa è una forza anche in termini di occupazione. Tra i 29 e i 30mila i posti di lavoro calcolati oggi. Con l’ampliamento previsto dal Masterplan, stando ad uno studio presentato dalla Liuc che prova a quantificare l’impatto economico della Cargo City secondo la prospettiva indicata dal piano di sviluppo di Sea, tra otto anni, nel 2030, ad essi potrebbero aggiungersi non meno di 5.400 lavoratori coinvolti dalla filiera. La simulazione Liuc illustrata di recente parla di un valore della produzione che nello stesso arco temporale potrebbe aggiungere altri 10 miliardi di euro.