Miele varesino – Un prodotto Dop ma pessimo il 2021

La Prealpina - 14/01/2022

Colore chiaro, gusto dolcissimo: il miele è un’eccellenza prealpina, visto che il Miele varesino Dop, quello di acacia, è uno dei tre mieli italiani, assieme a quello della Lunigiana e delle Dolomiti bellunesi, che hanno ottenuto il marchio di qualità Dop, Denominazione di origine protetta.

Purtroppo, però, l’annata 2021 del miele prodotto nel nostro territorio è stata disastrosa anche se, in attesa di tempi migliori, si investe cercando nuovi mercati per quando la produzione tornerà ad avere buoni numeri. Sono queste le principali novità di uno dei prodotti agricoli più apprezzati del Varesotto: a spiccare sono soprattutto i dati negativi dell’ultima produzione, che è stata molto deludente a causa dei freddi primaverili e delle condizioni meteorologiche avverse e che hanno portato gli alveari di acacia a scendere mediamente da 20 a 2 chili prodotti ciascuno. Un collasso. E, a cascata, il problema si è riverberato sulle altre produzioni: con le api indebolite, anche il secondo raccolto di castagno, tiglio e millefiori non è riuscito ad arrivare al suo massimo. Anzi, anche per questi prodotti, l’annata è da considerarsi medio-bassa. Sono andate bene, invece, le vendite. Anche perché se il miele delle Prealpi andava già a ruba quando ce n’era tanto, figuriamoci ora, quando l’offerta è stata ben poca.

Si ricorda che la nostra provincia conta una produzione tra le più significative in Italia: il settore apistico varesino è forte di ben 105 imprese, 500 hobbisti, 15mila arnie e, negli anni di punta, ha anche toccato i 550mila chilogrammi di produzione, per un valore commerciale di oltre 3 milioni di euro. D’altronde basta camminare un po’ tra campi e boschi per notare come, negli ultimi anni, è sempre più frequente la possibilità di imbattersi in qualche arnia. Ecco perché la difesa delle api, oltre ad avere un valore per la biodiversità del pianeta, in provincia di Varese ha anche un significato economico.