Mezzo secolo di vernici. Invebi fa festa

 Cinquant’anni di vernici. A lato della strada Varesina, la famiglia Buzzetti e i suoi dipendenti hanno ben ragione di festeggiare. Era il 1969 quando un vecchio capannone di 300 metri quadri vide nascere l’Invebi. Già da un paio d’anni, Vittorio Buzzetti cullava l’idea di mettersi in proprio. Per iniziare aveva allestito un laboratorio di prodotti lavabili e sintetici nella ditta di famiglia ad Albizzate. Mamma Letizia aveva trovato il nome giusto: un acronimo di Industria Vernici Buzzetti. «L’abbiamo mantenuto in suo ricordo», riferisce Vittorio che avviò l’attività a Jerago insieme al fratello Giancarlo. Per iniziare, quattro macchinari a cui ci lavoravano a vario titolo in tre. Tra questi, anche la moglie di Vittorio, Claudia: «Vendevamo piccolissimi quantitativi, nell’ordine dei 5, massimo 10 chili. Non si andava mai più in là di Varese, Novara e la Lomellina. Quando arrivò la prima ordinazione da 100 chili facemmo festa». Cinque anni dopo, nel 1974, l’Invebi contava già due operai, due commerciali e un’impiegata, oltre alla coppia di titolari. Dieci anni dopo, il capannone non c’era più: s’era svuotato. Si cominciava a guardare all’estero: «Attualmente, circa il 60% del fatturato arriva dall’export, soprattutto dal Medio Oriente, Nord Africa, India, ma anche Australia e Singapore. Quello che ci distingue è soprattutto seguire il cliente nelle sue richieste, sui 25 dipendenti attuali, una decina lavora in laboratorio per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti», riferisce Claudia.

Oggi che i capannoni sono cinque, ai mobilifici, come tradizionali clienti, si sono aggiunte le commesse più originali: dalle vernici flou per la subacquea alle speciali per scii e snowboard, dai volanti per le automobili fino agli involucri delle macchinette israeliane, che rendono l’acqua frizzante.

Nel frattempo, in azienda sono entrati i figli Franco, Mauro e Barbara: «Abbiamo sempre respirato aria di vernici, nel senso buono. Fin dalle medie, ci davamo da fare durante le vacanze con piccole commissioni, come spedire le raccomandate in bicicletta», riferisce Barbara. Se ricorda con particolare nostalgia gli anni ‘80, non può dire lo stesso dei 2000, soprattutto dopo la grande crisi: «Diversamente da noi, prima di pensare ad un futuro in azienda, i nostri figli si stanno guardando bene in giro», conclude Barbara. Nessun futuro è però mai abbastanza incerto da rovinare una festa che, più che a ricordare, finisce per propiziare. Oggi, in Villa Montalbano a Varese, dipendenti di oggi e di ieri, clienti italiani ed esteri, agenti e fornitori si ritroveranno per brindare al mezzo secolo di vernici per cui non esiste solvente.