Mezzo milione di posti di lavoro In Lombardia si sveglia il mercato

La Prealpina - 19/10/2017

Lo sviluppo dell’industria 4.0 porterà con sè un taglio dei posti di lavoro disponibili? A giudicare dai numeri elaborati da Regione Lombardia, Unioncamere e Assolombarda e pubblicati da Osserva, la risposta va esattamente nella direzione opposta. In Lombardia, infatti, tra il 2017 e il 2021 è previsto un fabbisogno di 567.800 lavoratori, di cui 355.100 dipendenti privati, 189.400 indipendenti e 43.300 dipendenti pubblici. Dal punto di vista delle professioni, la composizione del fabbisogno complessivo segnala una prevalenza delle professioni high skill (42% del fabbisogno totale nel 2021, un punto in più che nel 2017), mentre la richiesta di professioni intermedie e low skill (operai e personale non qualificato) sarà, per ciascuna delle due componenti, pari al 29% del totale.

«La trasformazione digitale che investe ormai tutti i paesi – ha commentato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea – impone alle imprese di innescare processi virtuosi di innovazione. Siamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale che può offrire nuove opportunità, a patto però di riuscire ad acquisire competenze elevate indispensabili per non farsi travolgere da questo cambiamento. E’ un processo questo che coinvolge non solo i lavoratori ma soprattutto i quadri, i manager e i liberi professionisti. Tutti hanno bisogno di rivedere le proprie competenze di fronte a un contesto che cambia rapidamente».

Che siano necessarie competenze di alto livello è dimostrato anche dallo studio di Unioncamere. Per i livelli di istruzione, infatti, nel 2021 i laureati e i diplomati dovrebbero rappresentare il 65 per cento del fabbisogno totale, quota in crescita rispetto al 62 per cento del 2017.

Sul versante dell’offerta di lavoro, tra il 2015 e il 2021 i diplomati degli istituti tecnici sono previsti in crescita del 4%, mentre per quelli in uscita dagli istituti professionali si prevede una riduzione del 16%. Su un totale di 319.000 diplomati in regione nel periodo 2017-2021 (63.800 all’anno), 172.000 (cioè il 53%, 34.400 all’anno) si affacceranno sul mercato del lavoro regionale. Sempre nel medesimo periodo 139.200 lombardi conseguiranno un titolo universitario, in atenei lombardi (124.900) o in atenei localizzati in altre regioni (14.300).

Di questi laureati, 112.900 (pari all’81% del totale) si metteranno in cerca di lavoro: 103.600 cercheranno lavoro in Lombardia, 5.800 in altre regioni e 3.500 all’estero.

Oltre ai 103.600 laureati residenti, sul mercato del lavoro della Lombardia entreranno altri 89.100 laureati residenti in altre regioni, di cui 20.500 che avranno conseguito la laurea in atenei lombardi e altri 68.600 che si saranno laureati in altre regioni.

Nel complesso, quindi, gli ingressi di laureati sul mercato del lavoro lombardo tra il 2017 e il 2021 saranno pari a 192.700 unità, di cui solo il 54% sarà costituito da residenti.