«Mettete la tassa di soggiorno»

La Prealpina - 09/08/2017

«Mettete la tassa di soggiorno»
Confesercenti Varese la chiede al sindaco: così si può investire sul turismo

varese Gli albergatori non l’hanno mai particolarmente amata – soprattutto chi ha la propria attività nell’area di Malpensa – eppure è uno dei mezzi disponibili per avere a disposizione delle risorse per il turismo. E’ la tassa di soggiorno, in vigore in alcuni comuni della provincia, ma non nel capoluogo. E così, a chiederne l’introduzione direttamente al sindaco Davide Galimberti, è Confesercenti Varese.

«Sì noi chiediamo che venga applicata la tassa di soggiorno – spiega la direttrice Rosita De Fino – e lo avevamo messo anche nero su bianco nel documento che avevamo consegnato ai candidati sindaco in occasione delle elezioni. Abbiamo ribadito la nostra richiesta l’autunno scorso e lo chiediamo ancora anche oggi». Le ragioni della richiesta sono chiare. «È un contributo che produce risorse da utilizzare a sostegno del turismo – spiega De Fino – e la nostra città ne ha bisogno».

Sostenere l’arrivo di ospiti in città significa, innanzitutto, introdurre nuovi servizi ad hoc. «Penso ad esempio a una navetta per il Sacro Monte che parta dagli alberghi – ipotizza la direttrice di Confesercenti Varese – o azioni di marketing e comunicazione. Oppure, ancora, delle card per favorire lo shopping in città».

Insomma, i soldi, se raccolti, andrebbero spesi bene, sarebbero da far fruttare. Perchè proprio su questo punto, in più occasioni, si sono concentrate le critiche – ad esempio – di Federalberghi Varese. Il gruzzolo fatto pagare agli ospiti negli hotel non dovrebbe, ad esempio, essere utilizzato per asfaltare strade o aprire cantieri.

«Ed è proprio su questo punto che noi avanziamo una ulteriore proposta – continua Rosita De Fino – che si apra un tavolo di confronto su come utilizzare le risorse. Una discussione cui dovrebbero partecipare Confesercenti, Federalberghi, Confcommercio e, naturalmente, l’amministrazione comunale».

Il tutto con un altro elemento da tenere bene in considerazione: i controlli. Sì, perchè là dove la tassa esiste già, spesso a conti fatti, ci si rende conto che non tutti gli hotel versano il loro contributo. «Il controllo è il vero problema di questa tassa – conferma anche Rosita De Fino – ma bisogna studiare dei sistemi che funzionino. Ad esempio, una strada potrebbe essere quella di una stretta collaborazione con la questura, dal momento che gli hotel hanno l’obbligo di trasmettere i nominativi degli ospiti. Il conteggio, dunque, risulta forse più semplice rispetto al passato». Gli argomenti sul piatto, dunque, non mancano. Ora bisogna vedere che il primo cittadino accoglierà con favore la richiesta.