«Metterò in sicurezza tutto il patrimonio del Molina»

La Prealpina - 30/11/2016

Sei mesi al massimo per fare chiarezza e rimettere “in sesto” la Fondazione Molina. Dice che non ama perdere tempo e che i suoi incarichi professionali non vanno mai alle calende greche, Carmine Pallino, il commercialista nominato commissario del Molina. Al lavoro per tutto il giorno nell’ufficio della presidenza di viale Borri, il commissario commenta: «Ho cominciato subito le verifiche nell’interesse degli ospiti e di tutta la struttura. La prima impressione? Positiva, molto, sotto il profilo sociosanitario». Dunque di cura e accudimento degli ospiti.

Dice che «è già in corso una verifica amministrativa orientata a evitare problemi in futuro» e sottolinea che la sua attività è concentrata su questo aspetto «piuttosto che orientata a stigmatizzare quei comportamenti del passato che comunque son criticabili».

Chiaro, anche se non esplicito, il riferimento e al consiglio di amministrazione uscente, la “giunta” del Molina presieduta da Christian Campiotti che è stata “defenestrata” dall’Ats, l’Agenzia di tutela della salute, quell’ex Asl che ha il compito di vigilanza e controllo sulla Fondazione che gestisce la rsa di viale Borri con poco meno di 500 ospiti.

«Lavoro alla costruzione del futuro della Fondazione Molina, affinché tutte le procedure necessarie siano eseguite per mettere in sicurezza il patrimonio della Fondazione che è un patrimonio sociale oltre che economico che va tutelato e rispettato, per evitare critiche alla Fondazione». A microfoni spenti, il dottor Pallino esprime particolare apprezzamento per chi opera e lavora nella struttura e il suo è un giudizio «positivo» sull’attività di assistenza e sociosanitaria condotta. Come dire: gli ospiti, gli anziani e i pazienti sono tutelati. Il valore sociale della Fondazione non è in discussione. Il commissario è consapevole di avere i riflettori accesi sulla sua persona e sull’attività che sta svolgendo, vista la bufera politica che ha travolto il consiglio di amministrazione della Fondazione per il prestito obbligazionario di 450mila euro a favore di Rete 55 Evoution spa. Dovrà svolgere un lavoro lungo e certosino, Carmine Pallino, in questi mesi, un’attività che spera di concludere al massimo nella prima metà del prossimo anno. «In passato sono stato vicecommissario dell’Istituto Tumori di Milano, abbiamo svolto un lavoro che credo abbia dato grandi risultati, visto che abbiamo restituito alla collettività un istituto all’avanguardia nell’ambito della ricerca scientifica». Il commissario ha lavorato anche per il ministero del Welfare e del Lavoro e c’è chi ha ricordato che ha svolto queste attività perché professionista conosciuto dall’entourage del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Un commercialista stimato nell’area Lega e scelto dall’Ats che è braccio operativo in ambito sociosanitario della Regione Lombardia a guida centrodestra. Critiche forse gratuite: d’altronde la gestione dei patrimoni si “consegna” ai professionisti di cui ci si fida.