Metà degli scatolonifa tappa in Brughiera

La Prealpina - 17/02/2017

Il futuro di Malpensa non è soltanto nel settore delle merci. Ma non si può nascondere che il cargo abbia ormai raggiunto livelli tali da considerarlo elemento imprescindibile della tenuta economica dello scalo varesino. Il nuovo magazzino FedEx, inaugurato la scorsa settimana alla Cargo city di Lonate Pozzolo, è l’ennesima dimostrazione di come i maggiori player mondiali abbiano individuato in Malpensa il loro polo centrale per il Sud Europa. I dati, diffusi ieri da Sea, lo confermano. Nel 2016 Malpensa ha gestito infatti 536mila tonnellate di merce con un market share del 56 per cento sul totale delle merci aeree trattate in tutti gli aeroporti italiani. Ciò significa che su dieci scatoloni che viaggiano via cielo in Italia, quasi sei sono transitati dagli hangar a ridosso delle due piste della Brughiera.

Oltretutto è un settore che segna percentuali di crescita impressionanti, a maggior ragione se confrontate con la timida crescita annua del Pil – stimata di recente dall’Istat sui dati trimestrali grezzi – che è stata pari soltanto allo 0,9%. L’anno che si è appena concluso ha registrato invece alla Cargo city un incremento dei volumi di merci del 7,4 per cento rispetto al 2015, confermando il positivo trend che ha contraddistinto l’aeroporto nell’ultimo triennio. Il 2015 ha fatto segnare il +8,8% , mentre il 2014 ha fatto ancora meglio, con il 9,1% in più rispetto all’anno precedente.

Nel 2016 Malpensa ha dunque blindato il suo ruolo di primaria importanza nel panorama delle attività cargo dei più importanti aeroporti europei, confermando l’ottimo ranking del 2015 che la vedeva al quinto posto tra gli scali continentali con oltre 15 milioni di passeggeri. Il segmento dei courier rappresenta un’importante componente del traffico dello scalo, la cui rilevanza è in continua crescita e oggi si attesta a circa il 10% del traffico totale. Del resto Malpensa è a oggi l’unico aeroporto del Nord Italia con due piste e con un piazzale di sosta per 20 aeromobili all cargo a disposizione. Probabilmente è questo uno degli elementi che ha convinto Dhl, tre anni fa, a insediarsi nei capannoni a lato del Terminal 2 anziché continuare a operare esclusivamente su Orio al Serio. FedEx è invece una realtà in brughiera già dagli inizi degli Anni Novanta. E pur con una struttura di dimensioni pari a circa un terzo di quella nuova inaugurata la scorsa settimana, già oggi occupa il quarto posto nella graduatoria dei vettori in base ai volumi di merci trasportate nello scalo e rappresenta il più importante operatore del segmento courier avendo gestito il 65% delle merci del comparto.

Il nuovo quartier generale FedEx si aggiunge alle strutture già esistenti (circa 45mila metri quadrati totali di magazzini dedicati alle merci aeree) e tra poco più di sei mesi diventeranno operativi due nuovi magazzini (rispettivamente di 5mila e 10mila metri quadrati) già assegnati ad altri due handler di fama mondiale, ovvero Beta-Trans e Wfs.

Inoltre è stata recentemente avviata una nuova iniziativa che consentirà l’insediamento di ulteriori 50mila metri quadrati di magazzini, all’interno del sedime aeroportuale, dedicati a spedizionieri e operatori dell’e-commerce che potranno costituire un’ulteriore area di espansione per il gruppo FedEx nel caso di future necessità. In un mondo global in cui lo shopping è sempre più a portata di clic, così come dimostra il successo di Amazon e Alibaba, Malpensa vuole farsi trovare pronta. Ed è una crescita che non avrà sosta: la prima bozza del Nuovo Masterplan prevede che lo scalo varesino potrebbe arrivare a movimentare un milione di tonnellate di merci entro il 2030.

Troppi interinali e turni«Colleghi, scioperate»

 

A due anni e mezzo dalla nascita di Airport Handling – «e a pochi mesi dalla possibile privatizzazione di un altro 40 per cento, che porterebbe al 70 la quota di Dnata» – è arrivato il momento per la Cub Trasporti di alzare la voce, invitando tutti i 1.700 lavoratori attualmente in organico a incrociare le braccia per lo sciopero di 24 ore indetto il prossimo giovedì 23 febbraio.

«Ormai con la direzione aziendale non è possibile discutere di niente, registriamo di conseguenza l’impossibilità ad affrontare ogni questione posta dai lavoratori», spiega la sigla di base, elencando uno per uno gli elementi di contrasto.

«Contestiamo il massiccio utilizzo dei lavoratori interinali, l’introduzione di ogni tipo di orario e l’attacco ai cambi turno tra lavoratori, tutto in funzione del risparmio a tutti i costi». Secondo la Cub c’è inoltre indisponibilità da parte dei vertici per la trasformazione dei contratti da part-time a tempo pieno e il mancato rispetto delle promesse fatte due anni e mezzo fa, con l’introduzione del premio aziendale e con la ridistribuzione di eventuali utili.

Non va dimenticato infatti che il passaggio da Sea Handling ad Airport Handling non fu indolore, ma anzi fu una delle vicende più controverse della storia di Malpensa degli ultimi dieci anni. Una vicenda che fece tremare gli oltre 2.200 lavoratori di Sea Handling, che arrivarono a un passo dal licenziamento. Sono lavoratori che con il cambio di casacca persero in busta paga tra i 4mila e i 4.500 euro lordi all’anno e che ancora oggi non hanno digerito quella manovra che ha drasticamente ridotto, seppur senza licenziamenti, la forza lavoro in aeroporto. Erano 2.200, oggi sono 1.700.