Meridiana, il volo continuaQatar Airways alla cloche ma restano 406 esuberi

La Prealpina - 28/06/2016

È durato ventiquattro ore – con una breve pausa durante la notte – l’atto finale della vertenza Meridiana. Ieri, poco prima delle 18, è stato firmato al ministero dello Sviluppo economico l’accordo quadro con i sindacati. L’intesa, che dà il via libera all’ingresso di Qatar Airways con il 49 per cento delle quote azionarie, è stata siglata alla presenza del viceministro dello Sviluppo, Teresa Bellanova, e del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che alle 17.22 ha dato la notizia via Twitter: «Siglato l’accordo quadro per Meridiana con i sindacati».

I dettagli ancora non sono noti, ma i due scogli su cui si è incagliata la trattativa per mesi sono stati superati in questo modo: sì al contratto nazionale del trasporto aereo, con una decurtazione del 25 per cento dello stipendio per tutti i dipendenti del Gruppo Meridiana (sia per Meridiana Fly sia per la controllata Air Italy), nessuna intesa invece sugli esuberi che restano 406 e che nei prossimi giorni riceveranno la lettera di licenziamento.

Meridiana ha dunque un nuovo azionista. Sulla falsariga del matrimonio siglato due anni fa tra Alitalia e Etihad – le nozze dei cieli ribattezzate come “Ali-had” – anche stavolta sono risultati decisivi i petrodollari per salvare la seconda compagnia italiana. L’accordo quadro siglato al Mise è stato immediatamente spedito a Doha per la ratifica, ma dopo cinque estenuanti mesi di trattative ormai si tratta soltanto di una formalità. L’affare “Qataridiana” si farà e gli arabi saranno i nuovi proprietari del vettore anche se con un limite del 49 per cento delle quote per non perdere i diritti di volo delle compagnie a maggioranza azionaria europea.

A quanto trapela, gli esuberi saranno 406 (325 assistenti di volo, zero piloti, 41 dipendenti di terra e 40 tecnici nel settore maintenance), ma potranno scendere ancora mediante altre 60 uscite volontarie che potrebbe assestare il numero di lavoratori in mobilità a circa 350 unità. Non va però dimenticato che a settembre 2014 gli esuberi dichiarati erano addirittura 1.637 (di cui oltre 500 basati a Malpensa) e che, nel caso di mancato accordo con il nuovo partner industriale, oggi sarebbero partite le lettere di licenziamento per 955 dipendenti (ai quali si devono sottrarre i circa 220 lavoratori che hanno già accettato la mobilità volontaria). Il rischio che saltasse tutto si era materializzato mercoledì scorso, quando Qatar Airways aveva reso noto di aver perso la pazienza e di non essere più interessata a concludere l’operazione. L’irrigidimento della compagnia straniera, intenzionata a lasciare il tavolo per l’atteggiamento troppo chiuso dei sindacati, è stato superato grazie alla mediazione del governo che ha permesso di riportare gli arabi al tavolo e di allungare i tempi della trattativa, posticipando di tre giorni, ovvero fino a ieri, la chiusura della procedura di mobilità. Naturalmente l’intesa non ha soddisfatto tutti, perché non tutti rientreranno nel nuovo perimetro aziendale.

Decine di dipendenti ieri pomeriggio hanno occupato una parte dell’aerostazione di Olbia per segnalare con la loro protesta il disagio per la decurtazione economica e per i licenziamenti. E anche il fronte sindacale si è spaccato. Via libera da parte di Cgil, Cisl, Uil, Anpav e Anpac, mentre Usb, Apm e Cobas non hanno siglato l’accordo quadro. Proprio l’Usb, tra le sigle più attive nella lunghissima fase della trattativa, ieri attraverso i social definiva l’accordo quadro «una schifezza che va rispedita al mittente» e mostrava un atteggiamento tutt’altro che arrendevole: «Nella storia di questa compagnia i dipendenti si sono battuti come leoni, vincendo. La battaglia quindi comincia nuovamente oggi».

La vertenza Meridiana, però, questa volta sembra davvero arrivata alla conclusione. «È stata una trattativa lunga e difficile: Meridiana era sull’orlo del fallimento e ora ha un Piano industriale», ha detto Bellanova all’uscita dal Mise. Soddisfazione espressa anche da Delrio: «C’è tutto lo spazio per crescere. Confidiamo di restituire una compagnia efficiente».