Merci sempre in volo

La Prealpina - 28/06/2022

«Per la logistica è un momento d’oro e lo è a maggior ragione per l’area Cargo di Malpensa che gestisce il 70% delle merci in transito negli aeroporti italiani. Mai come in questo momento Malpensa, il secondo scalo europeo a livello di crescita per il cargo in Europa, rappresenta un asset per la ripresa del sistema Paese». In occasione del convegno promosso da Univa e Assolombarda “La ripresa parte da Malpensa: il cargo aereo, supporto strategico per le industrie e la logistica”, l’amministratore delegato di Sea Armando Brunini sottolinea la rinascita dell’aeroporto di Malpensa («a fine 2022 avremo raggiunto un numero di passeggeri inferiore solo del 10% rispetto al pre-pandemia») e soprattutto il boom di Cargo City («l’ampliamento sarà nei 44 ettari indicati nel Masterplan, dato che non abbiamo mai preso in considerazione l’utilizzo del Terminal 2, che potrebbe invece riaprire l’anno prossimo»). E per quest’ultimo segmento immagina ulteriori margini di miglioramento: «I volumi di Malpensa sono la metà di quelli di Londra, un terzo di quelli di Parigi e un quarto di quelli di Francoforte. Esistono opportunità per la conquista di spazi di mercato ai nostri competitor, ma bisogna riuscire a fare in modo di attrarre quelle 300 mila tonnellate di merci che nascono in Italia, ma che non volano dal nostro Paese. Un’opzione da perseguire anche in ottica di sostenibilità». A fargli eco Alessandro Fidato, chief operating officer di Sea: «Il traffico merci post Covid di Malpensa ha avuto una crescita straordinaria nel 2021. Siamo nell’ordine del +34%: dalle 560 mila tonnellate del 2019 siamo passati nel 2021 a 750 mila tonnellate di merci, il 54% delle quali in chiave export. Le esportazioni ammontano a 25 miliardi di euro e riguardano nell’ordine Europa, Medio Oriente, Asia e Nord America, automotive e agroalimentare per quanto concerne il settore merceologico. E nei primi cinque mesi di quest’anno abbiamo registrato un’ulteriore crescita del 5%. Nonostante la difficile situazione geopolitica in atto, la domanda del cargo continuerà a crescere.

Tra i driver della crescita la concentrazione dei voli all-cargo in brughiera, l’apertura del nuovo hub del sud Europa di Dhl e il suo sviluppo e l’e-commerce. A questo proposito, Amazon prima del Covid faceva due voli al giorno da Malpensa, oggi sono nove. In più le maggiori compagnie di navigazione marittima stanno investendo sul settore aereo: basti pensare a Msc, interessata ad acquistare Ita». Massimiliano Serati, direttore divisione ricerca applicata della Liuc, ha presentato uno studio che prova a quantificare l’impatto economico del Cargo City della brughiera nel caso di via libera al Masterplan: «Dalla nostra simulazione si evince che al momento l’impatto in termine di valore della produzione è di 4,3 miliardi, mentre l’impatto occupazionale è di 30 mila posti di lavoro. Tra otto anni, con il nuovo Masterplan, ipotizziamo non meno di 5.400 posti di lavoro in più e altri 10 miliardi di valore della produzione. E le maggiori ricadute interesserebbero le aree più vicine allo scalo e, dunque, in primis, il Varesotto».

 

Bene il Masterplan Parola al governo

Siamo qua in Assolombarda, con un’operazione congiunta Assolombarda-Unione industriali della provincia di Varese, per rappresentare quello che è Malpensa, e cioè un asset strategico importante del sistema manifatturiero italiano». Difficile dare torto al presidente di Univa Roberto Grassi che con il collega di Assolombarda Alessandro Spada ha voluto fortissimamente questo grande convegno su Malpensa e la sua area cargo, fondamentale per lo sviluppo dell’industria e della logistica territoriale, ma non solo.

«Si tratta di un asset che genera circa 10 miliardi di euro di valore aggiunto annuo e dà occupazione a circa 40mila persone. Quindi non possiamo non considerare questo importante asset produttivo come uno dei principali sicuramente della Lombardia, se non a livello italiano. È questa la reale dimensione della partita che spesso sfugge ai decisori politici che devono fare scelte strategiche sull’aeroporto». A detta del numero uno degli industriali di Varese, «l’area cargo dello scalo della brughiera è fondamentale per lo sviluppo della nostra manifattura», per questo ha approfittato della vetrina milanese per «chiedere al sistema politico-istituzionale di supportare il Masterplan di Malpensa e il relativo allargamento e crescita di Cargo City». «Plaudiamo all’ottimo accordo raggiunto recentemente, su questo punto, in Regione, merito dell’impegno di tutti: amministrazioni locali, Regione Lombardia, Sea e parti sociali. Un’intesa che ora permetterà al Masterplan di arrivare sul tavolo del Governo con un largo consenso costruito sul territorio. È la prova che sviluppo economico, equilibrio ambientale, tutela sociale possono rientrare in un’unica visione di sviluppo», ha aggiunto Grassi. Per poi rilanciare: «Sostenere Malpensa vuol dire fare politica industriale per il Paese. Se oggi non facciamo una scelta a favore di Malpensa, domani non dovremo stupirci di essere un Paese ai margini delle traiettorie internazionali di sviluppo».

Tutto bene? No, perché c’è un paradosso, come ha spiegato il numero 1 di Assolombarda Alessandro Spada: «Il cargo di Malpensa ha avuto dei risultati che sono eccezionali perché è cresciuto di più del 36% rispetto al 2019 e più del 45% rispetto al 2020. È uno scalo fondamentale per l’intero Paese, perché gestisce il 75% dell’intero traffico cargo dell’Italia, eppure non sono previste risorse nell’ambito dei fondi Pnrr per lo sviluppo degli aeroporti, come è possibile?». «Siamo di fronte a un punto di accesso e di snodo fondamentale per il mercato globale, che è necessario valorizzare adeguatamente al fine di consolidarlo anche come hub europeo», ha chiosato Spada.

«Essenziale il collegamento Alta Velocità»

«Il cargo è stato il primo settore a recuperare i livelli 2019 pre-pandemia confermando così di essere stato il segmento che ha risentito in maniera minore dell’intera crisi del trasporto aereo. Sono stati registrati incrementi, anche notevoli, come a Malpensa», ha commentato ieri al meeting in Assolombarda il presidente di Enac Pierluigi Di Palma. «Ora si tratta di accompagnare un ulteriore sviluppo, attraverso una rete di trasporto cargo intermodale, integrata e compatibile». Sull’intermodalità ha posto l’accento l’assessore regionale all’Economia Guido Guidesi: «Come ha ricordato il presidente di Univa Roberto Grassi, occuparsi dello sviluppo di Malpensa vuole dire fare la politica industriale del nostro Paese. D’altronde, Malpensa è un pezzo della filiera produttiva delle imprese del manifatturiero lombardo e del Nord. Se vogliamo che Malpensa sia sempre più attrattiva nel settore cargo bisogna che le merci possano viaggiare sempre più veloci. In quest’ottica l’intermodalità deve essere la nostra stella polare. Tra le opere strategiche per lo sviluppo dello scalo ci deve essere obbligatoriamente anche il collegamento dell’Alta-Velocità di Trenitalia Milano-Malpensa via Gallarate». E c’è anche chi, come l’ad Sea Armano Brunini, preannuncia di una fitta rete di colloqui con i vertici del Gruppo Fnm che hanno come obiettivo quelli di far portare le merci a Malpensa anche sui treni della società di piazzale Cadorna.

«Il Masterplan di Malpensa, fresco di approvazione, sarà vagliato dalle autorità competenti e del nostro ministero. », ha assicurato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, secondo il quale «la sostenibilità deve essere un elemento insito nel modello di business del trasporto aereo»