«Mercato Bosino a rischio»

La Prealpina - 26/05/2017

L’Antico Mercato Bosino della seconda domenica del mese va rilanciato e subito, altrimenti il suo destino è segnato. Occorre aumentare i banchi vendita e avviare una intensa campagna pubblicitaria, con striscioni, manifesti e locandine, alzare il livello qualitativo attraverso un’attenta selezione dei venditori. Soltanto in questo modo lo si può salvare e anzi migliorare, rendendolo degno di una città che sbandiera la sua vocazione turistica».

Massimo Praderio, rappresentante dei commercianti dell’Antico Mercato Bosino, parla chiaro, la crisi che ha investito il piccolo antiquariato è accelerata anche dal relegare le bancarelle lontano da corso Matteotti per le edizioni straordinarie di tre giorni, come quella ora in corso, e da una insufficiente promozione pubblicitaria.

«Ho parlato di tutto ciò al sindaco Galimberti e chiesto un incontro anche all’assessore alle Attività produttive, Ivana Perusin, che per due volte non si è presentata, ma è necessario che il Comune si muova in tempi rapidi, diciamo da settembre, per rilanciare quello che potrebbe diventare, come accade in molte città, un traino per l’economia del centro storico e il turismo. Da troppo tempo l’amministrazione non fa niente per incentivare l’Antico Mercato Bosino, che adeguatamente potenziato porterebbe più lavoro a caffè, pasticcerie, gelaterie e ristoranti, ma anche ai negozi del centro che invece lo ostacolano», spiega Praderio, da vent’anni presente a Varese.

L’antiquario gallaratese ha in mente di fondare un’associazione culturale che prenda in carico tutto il marketing del mercatino, dalla pubblicità locale alla creazione di un info point e di un sito internet, oltre a una newsletter da inviare via mail con le caratteristiche dei singoli venditori, dei prodotti e delle novità in arrivo.

«Lo spostamento del mercatino da corso Matteotti ci penalizza parecchio e toglie valore storico all’iniziativa, nata specificatamente per quegli spazi. I colleghi di Torino e Milano prima di venire a Varese chiedono se la loro bancarella avrà posto o meno nel corso. Da 130 banchi degli inizi ora siamo una quindicina, questo dice tutto. I banchi qualificati tra l’altro fanno anche cultura, perché i venditori conoscono ogni dettaglio degli oggetti in vendita, spesso si fermano le scolaresche a prendere spunto per le loro ricerche».

Oggi ogni venditore paga al Comune 25 euro più 17 per il plateatico e fino a qualche tempo fa la tassa di partecipazione era di 50 euro, ma il Comune non ha mai reinvestito questi soldi per migliorare l’Antico Mercato Bosino.

«Il mercatino della seconda domenica del mese non è pubblicizzato», sostiene Vito D’Elia, che mette il suo banco dal 1996. «Quando c’era Promo Varese a sostenerci le cose andavano meglio, ora ci sentiamo abbandonati, è giusto rilanciare attraverso un’associazione che muova le acque».

Laconico Massimo Massara, antiquario gaviratese: «È un declino totale, in piazza san Vittore c’è meno passaggio che in piazza Carducci, spesso il tempo non ci aiuta, se piove è un disastro. Poi ci si mettono anche i commercianti del centro, uno di loro una volta mi ha detto che con la mia bancarella gli oscuravo la vetrina».