Meno turisti in Svizzera Gli alberghi fanno flop

La Prealpina - 08/01/2020

In Canton Ticino il settore turistico e specialmente quello alberghiero sta faticando e, di conseguenza, per il Varesotto continuano a diminuire i posti di lavoro negli alberghi e nella ricezione, laddove (comprendendo pure i ristoranti) vengono occupati 3.500 frontalieri. camerieri, cuochi, addetti alle pulizie e alla reception. Insomma, tutti quei comparti dove serve del personale non semplice da trovare fra i residenti. A rilevare i problemi del turismo ticinese è la recente pubblicazione dell’Annuario statistico ticinese, redatto dal dipartimento cantonale delle finanze e dell’economia. A spiccare, all’interno dello studio è il fatto che il numero di strutture alberghiere recensite nel Cantone di lingua italiana è diminuito da 591 nel 1999 a 397 nel 2018, e con esso il numero medio di letti, passato da 24.332 a 18.227. Scendendo nel dettaglio emerge come i cali riguardino principalmente le zone a maggior vocazione turistica: in primis la regione Luganese con flessioni del 42,2% per le strutture ricettive (con -85 alberghi, che si sono quasi dimezzati nell’ultimo ventennio) e del 36,6% per i letti (-3.742), seguita dalla regione Lago Maggiore e valli con contrazioni del 23,9% (-59 alberghi) e del 18,9% (-1.924 posti letto). Ciò è dovuto principalmente alla diminuzione della durata media del soggiorno, passata negli anni da 2,8 giorni a 2,1: se gli arrivi annuali di turisti negli alberghi sono infatti pressoché rimasti stabili e pari a 1,1 milioni di persone, sono drasticamente calati i pernottamenti, passati in vent’anni da 3,1 milioni a 2,4 milioni all’anno. In particolare a segnare il passo sono le notti passate sul territorio dai turisti stranieri, passate da 1,5 milioni a poco meno di 900.000. Insomma, tedeschi, italiani, francesi e olandesi hanno preferito andare a dormire altrove. La contrazione dei pernottamenti in strutture alberghiere maturata da fine anni Novanta a oggi è frutto soprattutto delle flessioni segnate dalla clientela tradizionale del settore turistico ticinese, in particolare quella proveniente dalla Germania (-68%), ma anche dagli Stati Uniti (-31,8%), dal Regno Unito (-51,4%) e dai Paesi Bassi (-50,9%). Per contro, si osserva un aumento degli ospiti provenienti dalla Francia (+9,9%) e dall’insieme degli altri paesi (+24,6%), sebbene non sufficiente a contrastare la dinamica negativa complessiva. Chissà, magari gli stranieri hanno preferito spostarsi in un territorio vicino come il Varesotto dove, in controtendenza rispetto al Canton Ticino, in questi anni si è registrato un discreto aumento degli arrivi turistici, a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli ticinesi. La discriminante del prezzo viene forse confermata dal fatto che, rimanendo sempre ai numeri ticinesi, mentre le aziende alberghiere sono fallite o chiuse, un comporto di turismo low-cost come i campeggi, invece, risultano floridi e con dati decisamente migliori.