Meno tasse nel Luinese per salvare le aziende

La Prealpina - 03/08/2017

Confartigianato Varese propone un disegno di legge

Varese Parola chiave defiscalizzazione con un obiettivo preciso:

permettere alle imprese dell’area del Luinese e della Valcuvia di sopportare il peso del “dumping salariale” esercitato dalle aziende del vicino Canton Ticino sui dipendenti, perlopiù tecnici specializzati o con profili professionali elevati. Il tutto da ottenere con un disegno di legge ad hoc che a breve verrà sottoposto, oltre che alle amministrazioni locali, anche ai rappresenti della provincia di Varese in Regione Lombardia e in Parlamento.

È questo il filo conduttore del Dossier “Tavola Rotonda Imprese per il Territorio”, messo a punto da Confartigianato Imprese Varese insieme alle 16 aziende che hanno dato vita all’incontro – di un paio di settimane fa – alla Ratti Luino Srl di Cassano Valcuvia.

A ruota l’altra novità: l’attivazione di una sorta di scuola dei mestieri nell’area dell’Alto Varesotto.

«L’intervento ad oggi più efficace risulta un’azione orientata alla defiscalizzazione, per mantenere intatto (o ridurre) il costo del lavoro e incrementare, al contempo, il netto erogato al dipendente, a beneficio di una maggiore competitività dei salari nazionali» si legge nel documento.

Il tutto in tempi stretti, in considerazione delle crescenti difficoltà entro le quali sono costrette a operare le attività imprenditoriali (perlopiù di tipo manifatturiero) attive nell’area dell’Alto Varesotto.

«Con la Svizzera viene applicato ai frontalieri un regime speciale della tassazione fiscale che, se da una parte porta ricchezza ai territori di confine, dall’altra ha conseguenze negative sulle aziende situate nei territori del Luinese e non solo. Questo avviene perché le aziende di confine non riescono, dato il cuneo fiscale italiano più elevato, ad essere particolarmente attrattive. E coloro che sono residenti nei comuni del Luinese non hanno alcun incentivo per accettare la loro domanda di lavoro».

«Diventa pertanto necessario agire sul reddito netto, adottando un regime fiscale incentivante per i lavoratori che risiedono in Italia e sono occupati in aziende italiane con sede produttiva entro una certa fascia di distanza dal confine. In particolare solo una parte del reddito del lavoratore contribuirà alla formazione della sua tassazione, generando per differenza un aumento del suo netto tale da pareggiare quello equiparabile in Svizzera. Il lavoratore potrà usufruire del beneficio

fiscale per la durata di 5 anni e il suo reddito di lavoro dipendente concorrerà alla formazione della base imponibile in una misura iniziale massima del 70 per cento e negli anni successivi fino al 50% alla fine del quinquennio».

Confartigianato Varese proporrà, a tal proposito, un disegno di legge specifico da promuovere e sottoporre a tutti le rappresentanze politiche e parlamentari del territorio. Contestualmente, tra settembre e ottobre, verrà avviato un «processo di coinvolgimento e sensibilizzazione di tutti gli attori politici e istituzionali del territorio, e alle imprese.