Meno sprechi con il sale da cucina

La Prealpina -

BRUNELLO «Una patnership totalmente made in Italy. Fondata sull’innovazione tecnologica, per confermarci un centro d’eccellenza». Commenta così l’ad Elmec Claudio Villa sull’accordo siglato dalla sua azienda, Elmec Solar, e l’azienda reggiana Une. Con la prima che diventa così distributore unico sul territorio nazionale del sistema “Zhero”.

Un prodotto innovativo, con l’obbiettivo di dare un’ulteriore spinta ad un mercato, quello dei sistemi di produzione e accumulo energetico ormai in costante ripresa dopo l’ovvia flessione dovuta al termine degli incentivi statali. L’evoluzione sta nell’immettere in un mercato ormai saturo di prodotti caratterizzati da batterie al litio un’alternativa, fornita dalle batterie che s’appoggiano ad una tecnologia basata sul sodio, proprio un comune sale da cucina.

«Proponiamo un prodotto- spiega l’amministratore unico Une Giuliano Scaltritti- costruito stando ben attenti a due tematiche quali la sicurezza e l’aspetto ecologico». La batteria al sodio infatti è già presente da anni nel mercato delle antenne radio, di elaborazioni dati e nel mercato dei trasporti, utilizzata da aziende del calibro di Siemens ed Iveco. E prima di entrarvi ha dovuto superare test d’immersione, visto che il sodio al contatto con l’acqua è altamente infiammabile, e crash test. L’attenzione all’ambiente è confermata dal fatto che la batteria è totalmente smaltibile in ogni suo elemento.

L’intenzione è quindi quella d’esportarla in un mercato emergente e con margine d’espansione. E farlo lasciando fin da subito il segno. Il sistema generato che gestisce il prodotto da oggi distribuito da Elmec solar è infatti più avanti delle normative vigenti. «Nonostante attualmente in Italia non sia ancora consentito dalla legge ma siamo fiduciosi si debba attendere poco, il nostro software non permetterà semplicemente di gestire i flussi energetici prodotti in una singola abitazione- racconta Scaltritti -, abbiamo già un hardware in grado di mettere in connessione più dispositivi tra loro».

Quello di creare reti condominiali o di quartiere è infatti la prossima sfida del settore energetico, la possibilità dunque di erogare l’energia in eccesso ad una realtà limitrofa senza dover reimmetterla nella normale rete. Riusciranno le nostre normative a mettersi in pari con lo sviluppo tecnologico?