Meno personale ma più esportazioni. Vince chi ha intagliato l’innovazione

Dal 2009 al 2015, le realtà produttive del settore legno, dalla lavorazione della materia prima alla distribuzione, sono passate da 1.881 a 1.756 in provincia di Varese registrando un calo del 9%. Grazie all’elaborazione dei dati dell’ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Varese si sa, inoltre, che c’è stato un calo degli occupati con 500 persone in meno impiegate nel settore nell’arco degli ultimi sei anni: da 5.500 nel 2009 a cinquemila nel 2015. Ma se queste voci sono in diminuzione, è in compenso in miglioramento l’export del comparto legno con un fatturato di quasi 68 milioni di euro l’anno scorso, mentre nel 2014 la cifra era di 63 milioni. Si tratta di una piccola parte dell’export totale di Varese verso il resto del mondo che, per il 2015, è stato di dieci miliardi e 433 milioni, ma pur sempre di una voce con segno più.

Bene l’arredo domestico

«Un settore che di certo ha dovuto fare i conti con l’asprezza di una crisi che, a partire dal 2008, ha colpito tutti gli ambiti manifatturieri», commenta Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio di Varese.
«Eppure, grazie alla capacità innovativa e allo sforzo verso la qualità che da sempre caratterizzano i nostri imprenditori, l’arredo-legno varesino non solo ha conservato le sue posizioni sul mercato internazionale, ma nell’ultimo anno ha addirittura incrementato la propria capacità di esportare. Di non minor rilievo l’impegno delle aziende di questa filiera a conservare occupazione, nonostante tutte le difficoltà con cui sono chiamate a confrontarsi».
Sfogliando l’elaborazione dati dell’ente camerale, si nota, ad esempio, una crescita sia per numero di aziende attive sia per numero di addetti nella fabbricazione di imballaggi in legno con 38 aziende (erano 31 nel 2009) e 348 addetti (erano 232 sei anni prima). Anche la fabbricazione di mobili per arredo domestico non dà segni negativi: 11 aziende a fine 2015 con 34 addetti, mentre era una soltanto nel 2009 senza addetti. Leggera crescita anche nella finitura dei mobili (da 6 a 12 realtà attive con 27 addetti, nove in più del 2009). Il maggior numero in assoluto è dato da realtà di commercio al dettaglio di mobili per la casa: 190 le realtà attive nella provincia di Varese con 505 addetti che, nel 2009 erano 552 a fronte di 216 attività. Al secondo posto assoluto la fabbricazione di elementi in legno (non mobili) e di falegnameria per l’edilizia, categoria per la quale risultano 130 attività effettive (erano 167 nel 2009) e 375 addetti (erano 465). Terzo posto per la fabbricazione di mobili: da 134 a 101 attività e da 650 a 418 addetti.

Porte e finestre

Da 28 nel 2009 a 23 nel 2015 le realtà produttive che si occupano di taglio e piallatura del legno, per 140 addetti anziché 190. E ancora tiene, sebbene con qualche perdita per strada, la categoria della fabbricazione di porte e finestre in legno (escluso le blindate): 56 aziende attive, venti in meno del 2009 e 137 addetti invece di 186.