Meglio i bagagli a mano

La Prealpina - 07/07/2022

 L’intera Europa in sofferenza, 1.400 voli cancellati e 14.000 in ritardo negli Stati Uniti il 4 luglio, giorno dell’Indipendenza. Più la gente manifesta con le prenotazioni la voglia di partire, più gli aeroporti finiscono nel caos: migliaia di persone sono alle prese con nuovi acquisti, caccia ai rimborsi, disagi di ogni tipo. È così a Toronto, come a Parigi, a Monaco e Francoforte come in Australia.

Essere in compagnia non aiuta, in questo caso. Anzi, peggiora le cose. Però Malpensa regge e tiene meglio di altri, perché la causa di tutto questo sono i licenziamenti messi in atto durante i lockdown, sostituiti in Italia dalla cassa integrazione, che ora viene cancellata ripristinando i posti di lavoro con figure necessarie a far funzionare partenze e arrivi.

Impreparati

Abbiamo chiesto a Sea come mai non si fosse preparati a una ripartenza dei viaggi. «Una forte ripresa del traffico – viene spiegato – era prevista per luglio e agosto, lì era ipotizzato il picco. Di fatto, appena cadute tutte le prescrizioni legate al Covid, la gente ha iniziato a viaggiare più del solito, in anticipo. Già in giugno. In alcuni Paesi l’impennata si è avuta ancora prima che da noi, in Italia è arrivata verso fine giugno. Si è generata una specie di bolla che coinvolge tutta Europa».

Insomma, durante la fase clou della pandemia il settore del trasporto aereo ha affrontato la più lunga interruzione che si ricordi. Gestori degli aeroporti, compagnie aeree e handling hanno licenziato parecchio. Ora si trovano in difficoltà perché non si aspettavano un balzo così repentino e la carenza di personale non è stata sanata. Così si moltiplicano le cancellazioni, gli aerei che non scaricano i bagagli, disguidi vari. La cosa non riguarda le low cost, ma anche le compagnie storiche. Lufthansa, ad esempio, prevede 2000 voli cancellati.

Niente personale, tagli su certe figure fondamentali come supporto a terra, per check in e recupero bagagli. L’assistenza non c’è e i piloti bloccano le partenze. Mancano i lavoratori handling che caricano e scaricano le valigie: questo genera lunghi tempi di attesa, cumuli di bagagli da smistare, gente che non può arrivare a destinazione quando deve affrontare più di uno scalo. Ci sono valigie che si accumulano sui voli successivi a quello previsto. Un disastro totale in tutta Europa.

 

Grazie ammortizzatori

In Italia, l’effetto non si vede ancora ai massimi livelli. «Grazie a cassa integrazione, ristori e ammortizzatori sociali, nessuno ha licenziato – chiarisce l’ufficio stampa Sea – Tutto il comparto ha affrontato la cassa. Appena è iniziata la ripresa del traffico si riducevano le giornate di fermo, fino ad annullarle. Viviamo, però, le ripercussioni di quanto accade altrove: scioperi, blocchi avvenuti in Francia e Spagna, migliaia di voli cancellati».

Alcune compagnie hanno iniziato a preallertare i passeggeri: “potrebbero esserci ritardi e disagi”. Sanno che non potranno garantire tutti i voli venduti. Schiphol chiede di arrivare in aeroporto 4 ore prima e le code sono notevoli, fin dall’autostrada.

Come se ne esce? «Non abbiamo la sfera di cristallo», dice Sea. Si attendono news da governi e compagnie. L’unica cosa utile, al momento, è segnalare ai viaggiatori una sorta di vademecum. Punto uno, sarebbe utile arrivare almeno due ore prima del volo, il che permette di fare i controlli con calma. E di affrontare eventuali prenotazioni bis. «La compagnia, se cancella un volo, tende a proteggere i passeggeri – si ricorda – Puoi volare con altri ed essere rimborsato in seguito».

Punto due, meglio viaggiare, se possibile, con bagaglio a mano e non da stiva: si evita di non veder arrivare le valigie a destinazione. Quindi shampoo, solari e creme si possono comprare nel luogo delle vacanze.

Punto tre, contattare la compagnia prima di partire, perché ciascuno ha la sua policy.

Sea ha cancellato la cig a tutti gli operativi, a partire da chi guida i bus dall’aeromobile al terminal. E assume stagionali per rinforzare alcune aree. «Cerchiamo di fare volare gli aerei e far muovere i passeggeri nel terminal – chiarisce la società – Anche con gli scioperi, non ci sono stati problemi operativi. Per ora tutto è gestibile. Ma troppe variabili non dipendono da noi». Qualche gruppo politico, a partire da Lega e gruppo Identità e Democrazia, chiede di muovere il Parlamento Europeo. Per adesso non ci sono grandi riscontri, così occorre armarsi di santa pazienza.