Mediterraneo extra Ue, giù l’export lombardo

La Prealpina - 19/01/2017

Garantisce un fatturato annuale di circa 10 miliardi di euro, ma perde nei primi sei mesi del 2016 oltre 200 milioni di euro (-3,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In altre parole, il commercio estero lombardo con i Paesi del Mediterraneo al di fuori dell’Unione Europea sta vivendo un evidente momento di impasse. A certificarlo una ricerca della Camera di Commercio di Milano (sulla base di dati Istat registrati nel secondo trimestre 2016 e comparati con il medesimo periodo del 2015) presentata ieri nel corso della terza conferenza internazionale per la promozione dell’arbitrato nel Mediterraneo.

In particolare, risulta in arretramento l’interscambio con Libia (-65,4%), Algeria (-22,3%) e Siria (-20,4%). In forte diminuzione anche l’import e l’export legati ai prodotti dell’estrazione (rispettivamente -60,7% e -18,6%) e a quelli petroliferi raffinati (-25,1% e -37,9%).

Per la cronaca, a risentire di più della diminuzione sono le imprese della provincia di Pavia (-37,9%), Brescia (-15%) e di Varese (-8,8%). Gli scambi con il Mediterraneo non Ue, dai Balcani al Nord Africa, hanno assicurato alla Lombardia 5 miliardi e mezzo nei primi sei mesi del 2016. Milano da sola ha superato i 2,2 miliardi di euro (+1,6% rispetto ai primi sei mesi del 2015). A seguire, Brescia, che ha superato gli 800 milioni di euro; Bergamo con 600 milioni; e Varese con 500milioni di euro. Gli aumenti maggiori li hanno tuttavia registrati Lecco (+34,6%); Lodi (+27,9%); Bergamo (+10,9%); e Monza e Brianza(+5,6%).

Ma quali sono i maggiori partner mediterranei lombardi? Turchia, Algeria e Israele per l’export; Turchia, Tunisia ed Egitto per l’import. Di più, l’interscambio con la Turchia ha raggiunto quasi i 2,3 miliardi in sei mesi e sono cresciuti del 4% rispetto allo scorso anno. Tra i principali partner commerciali in crescita troviamo anche Egitto (+3,9%) e Marocco (+20,8%). Infine, si importano soprattutto articoli tessili (23%) e si esportano macchinari (23%) e prodotti in metallo (18,7%).