Maxi eventi e acquisti «Serve più dialogo»

La Prealpina - 04/07/2017

«I dati locali, e quelli regionali di Federmoda, dicono che il trend è stato positivo, è stato guadagnato qualche punto percentuale, impossibile dire quanto, ma il miglioramento c’è stato».

Così Giorgio Angelucci, presidente Ascom Varese, inquadra il primo fine settimana di shopping a prezzi ribassati appena concluso.

Lo scontrino medio è stato di circa 80/90 euro. E ci sta, visto che gli acquisti estivi in genere sono più light: «Ora bisogna vedere cosa succederà a luglio, non basta una partenza positiva».

Sull’utilità dei saldi, però, non tutti sono d’accordo: «Per me sono scandalosi, un farsa legalizzata tutto l’anno, andrebbero semplicemente aboliti». L’affermazione decisa è di un commerciante, Gualtiero Caudera, amministratore di società nel settore dell’abbigliamento con punti vendita a Gallarate e Busto Arsizio ma chiamato in causa, tramite legami familiari, anche in attività commerciali a Varese.

Stando alle sue parole, se guardiamo il primo weekend, i registratori di cassa confermano punti in positivo rispetto all’anno precedente, ma ormai un potenziale acquirente riceve, attraverso email, smartphone e le card rilasciate nei negozi stessi, continui avvisi e sollecitazioni per offerte e promozioni: «I saldi – continua Caudera – sono diventati dunque il classico esempio di fatta la legge, trovato l’inganno, basti vedere cosa è successo per il Black Friday di novembre scorso, che è poi è diventato un weekend intero, costringendo addirittura la Regione Lombardia a modificare una sua legge che vietava questo tipo di promozioni 30 giorni prima dei saldi».

Per Angelucci, è invece imprescindibile che i saldi rappresentino un evento e questo è testimoniato dai negozi presi d’assalto ogni volta: «Resta comunque un avvenimento nazionale, in contemporanea per tutto il territorio”.

La preoccupazione di molti operatori del centro invece è orientata verso le possibili congestioni che si creano sulla viabilità, quando ci sono in contemporanea delle manifestazioni che chiudono le vie: «Il nostro lavoro si basa sull’affluenza e sulla viabilità – torna a ribadire Angelucci – quando non c’è accessibilità ne risentiamo in maniera negativa, perciò abbiamo apprezzato che all’ultimo momento il Comune abbia cercato di ovviare a questo pericolo, riducendo la chiusura delle vie del centro. Per evitare tutti i disagi, sarebbe opportuna una maggiore concertazione tra operatori commerciali e amministrazione nel realizzare il calendario delle iniziative: soprattutto, che non si mettano in cantiere eventi che si sovrappongano col sabato, che per noi è la giornata di maggiore lavoro».

La gente abbandona il centro se non ha il parcheggio facile, non è anche una abitudine da cambiare? «Se vogliamo limitare l’accesso al centro, – conclude Angelucci – allora dobbiamo creare parcheggi in prossimità. A parte i parcheggi di San Francesco e di piazza della Repubblica, non ci sono reali alternative. Si parla del silos in corso Sempione, ma io ho in mente i tanti parcheggi a Lugano. Altrimenti continuiamo a favorire i centri commerciali».