Mauro Frangi rieletto presidente di Confcooperative Insubria: «Torniamo a guardarci negli occhi»

VareseNoi - 18/07/2020

Ville Ponti a Varese torna finalmente ad ospitare, in tutta sicurezza e nel rigoroso rispetto di tutte le norme anticontagio, un evento pubblico importante e partecipato come l’Assemblea Generale di Confcooperative Insubria, che ha come territori di riferimento Varese e Como e che ha rieletto per acclamazione come presidente per i prossimi quattro anni Mauro Frangi. 

«Avevamo convocato l’Assemblea lo scorso 6 marzo – ha ricordato nella sua relazione il presidente – i provvedimenti governativi e regionali ci hanno costretto a rinviarla. Abbiamo atteso a lungo. Abbiamo scelto di riprogrammare l’assemblea di rinnovo cariche solo quando era possibile celebrarla incontrandoci fisicamente, tornando a “guardarci negli occhi” e non solo attraverso le piattaforme digitali. Per condividere programmi e azioni per il futuro, difficoltà ed obiettivi, programmi e strategie. Per capire, tutti insieme, come le nostre imprese e le loro azioni possono contribuire alla ripartenza, alla ricostruzione del futuro delle nostre comunità. Come possono continuare a generare risposte ai tanti bisogni insoddisfatti delle persone e dei territori».

Confcooperative Insubria è un’associazione in salute e in crescita, lenta ma costante: le cooperative iscritte al 31 dicembre 2019 erano 401, da allora se ne sono aggiunte 5. 

Frangi ha citato la storia della cooperativa Spotlight, nata da un’impresa in crisi rigenerata dai suoi lavoratori con l’assistenza di Confcooperative e che ha cominciato a lavorare il 2 febbraio, pochi giorni prima del lockdown, ma i cui primi risultati sono incoraggianti. 

«Una storia che dimostra che, anche da “piccoli”, anche partendo da situazioni “di crisi”, anche dentro una situazione difficilissima come quella che abbiamo vissuto in questi mesi, il modello cooperativo aiuta le persone ad ottenere “grandi“ risultati. Una storia che ci ricorda a cosa servono le associazioni di impresa» ha osservato Frangi che nella sua realizzazione ha analizzato l’attuale situazione socio economica.  

«Ci troviamo in un “mondo nuovo”, in cui potranno accadere cose inaspettate. In cui non è affatto detto che “andrà tutto bene” – ha proseguito il presidente – se non sappiamo come usciremo dalla crisi, sappiamo come l’hanno attraversata e vissuta le nostre cooperative. Siamo un sistema di imprese che lavora in tutti i settori dell’economia e, quindi, una realtà molto diversificata. Molte imprese hanno interrotto completamente l’attività per esplicite disposizioni legislative. Abbiamo attivato per loro gli strumenti di protezione che i provvedimenti del governo hanno reso disponibili. Per molte di queste imprese – quelle che operano nei settori più critici – è difficile immaginare se e quando si potrà parlare di effettiva ripartenza, di ritorno alla normalità. Altre imprese hanno lavorato proprio sulle frontiere più esposte. Quelle che hanno garantito a tutti noi di sopravvivere nell’emergenza».

Confcooperative non ha mai cessato di sostenere le proprie imprese, utilizzando le tecnologie digitali e continuano ad offrire servizi. 

«Forse come non era mai accaduto prima, Confcooperative Insubria è stata al fianco delle imprese associate e dei loro soci – ha detto Frangi – ma lo sforzo che in questi mesi, tutti insieme, abbiamo profuso sarebbe del tutto inutile senza una ulteriore “fatica”, riflettere bene su cosa è necessario fare per andare avanti. Siamo chiamati ad un impegno comune, a mettere in campo un’intelligenza collettiva, per ridisegnare il lavoro delle nostre imprese, adeguare le nostre competenze e i modelli di intervento. Aumentare il radicamento delle cooperative nei territori e nelle comunità. Siamo chiamati a un grande sforzo di innovazione e di trasformazione. Per reinventare e ridisegnare il nostro fare impresa. E’ questa l’unica condizione per pensare di poter continuare ancora a garantire il lavoro degli oltre 11.500 occupati del sistema cooperativo del nostro territorio».  

Nelle conclusioni, il presidente ha affrontato il tema più spinoso e incerto, il futuro.

«Un futuro che sarà difficile. Il Paese attraverserà una lunga recessione. Quando ci sarà, il rilancio non sarà certo omogeneo e non riguarderà tutti allo stesso modo. La maggior parte delle micro, piccole e medie imprese non recupererà il gap in breve tempo. Dalla crisi non usciremo – come qualcuno si immagina – reclamando “sussidi per tutti” e, nemmeno, costruendo muri per difenderci “dai nemici”. Dovremmo averlo imparato tutti in questi mesi: non ci si salva da soli. Serve un grande sforzo collettivo. Serve la capacità di mettersi insieme per affrontare – dando ciascuno il proprio contributo e non reclamando ognuno la sua parte – un futuro inedito e difficile». 

L’assemblea generale dell’associazione, cui ha partecipato anche il presidente nazionale Maurizio Gardini, ha segnato anche la ripartenza di Ville Ponti come centro congressi di assoluto livello. 

«Si tratta di un momento significativo nell’attività della nostra struttura congressuale: il primo evento che ospitiamo dopo il lungo periodo di allerta sanitaria. Grazie all’impegno di tutti i nostri operatori, abbiamo predisposto le condizioni affinché l’iniziativa possa svolgersi nelle migliori condizioni di sicurezza e, naturalmente, nel pieno rispetto di tutte le norme previste in questa fase di ripartenza del sistema economico» spiega Mauro Vitiello, presidente di Promovarese Srl, la società che gestisce il centro congressuale varesino, di proprietà di Camera di Commercio, aggiungendo poi «Siamo a un passaggio decisivo nell’attività delle strutture congressuali – continua Vitiello – in cui  coesisteranno i tradizionali processi organizzativi e le nuove opportunità che il “mondo digitale” garantisce. Già ora, abbiamo ricevuto grande interesse per il nostro centro congressi che esprime un elevato livello di digitalizzazione. Potrebbero aprirsi nuove prospettive, con nuovi servizi e quindi nuovi prodotti e opportunità, integrando al meglio l’esperienza vissuta dal vivo».